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Trail Blazers, l’estensione contrattuale per Damian Lillard “non è scontata”

di Michele Gibin
Damian Lillard

Damian Lillard è ancora a bordo del progetto Portland Trail Blazers? La politica della “fiducia a tempo” messa in pratica da Dame prima della scorsa stagione ha avuto l’effetto benefico di spronare la squadra a muoversi sul mercato, ristrutturare il proprio salary cap e provare a cambiare pelle attorno al proprio leader riconosciuto.

Ne è uscita finora una off-season interessante, con gli arrivi di Jerami Grant, Gary Payton II e Shaedon Sharpe (via draft), e le conferme di Josh Hart, Anfernee Simons, Jusuf Nurkic e Drew Eubanks, cui va aggiunta la presenza a roster di Nassir Little, Justise Winslow e Keon Johnson.

Non abbastanza probabilmente per fare strada nella Western Conference, con i ritorni in alto previsti per Nuggets e Clippers, E sarebbe per questo che Damian Lillard vorrebbe altre prove di coraggio e impegno da parte del front office sul mercato, prima di sedersi al tavolo per trattare l”estensione contrattuale di due anni e circa 100 milioni di dollari cui avrà diritto dal 2026.

Secondo Sam Amick di The Athletic, l’estensione di contratto è al momento “tutt’altro che cosa certa” per Lillard, che è ancora a libro paga fino al 2024\25.

Dopo le mosse di mercato già confermate, i Blazers hanno altro margine di manovra e possono sfruttare le due midlevel exception salariali previste: quella da oltre 9 milioni di dollari a stagione e la “bi-annual” da circa 4 milioni, e una trade exception di 6 milioni di dollari eredità della trade che spedì a febbraio Robert Covington e Norman Powell agli LA Clippers. Altro terreno dunque per aggiungere talento al roster, mentre anche in Oregon si sogna l’arrivo di Kevin Durant.

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