Mossa della Casa Bianca che potrebbe avere effetti anche sul caso di Brittney Griner, detenuta in Russia da ormai oltre 150 giorni per possesso di sostanze stupefacenti. Il presidente USA Joe Biden ha emanato un ordine esecutivo, “Bolstering Efforts to Bring Hostages and Wrongfully Detained United States Nationals Home” che ha l’obiettivo di “aumentare il flusso di informazioni a disposizione delle famiglie dei detenuti americani all’estero”, e di imporre sanzioni “sui criminali, terroristi e pubblici ufficiali responsabili” della detenzione.
Un ordine che consentirà dunque al governo USA di imporre sanzioni, e l’effetto sperato di rendere meno “convenienti” gli arresti con lo scopo di creare pedine di scambio tra prigionieri. Esattamente lo status che la Casa Bianca considera al momento per Brittney Griner.
Per l’amministrazione Biden si tratta del primo passo deciso verso il tema dei cittadini americani detenuti in paesi esteri, e che il governo classifica come ingiustamente imprigionati, dopo le polemiche e gli appelli a un maggior coinvolgimento e azione proprio sul caso Griner.
L’ordine esecutivo consentirà alla famiglia di Brittney Griner, con la moglie Cherelle in prima linea per la campagna per la sua scarcerazione, di avere maggiori informazioni e più regolari dal governo, altro punto su cui Cherelle Griner aveva insistito – e denunciato – nelle scorse settimane.
Brittney Griner si è dichiarata colpevole di possesso di sostanze stupefacenti, rinvenute nel suo bagaglio aereo a febbraio all’aeroporto Sheremetyevo di Mosca, spiegando di averle portate con sé “inavvertitamente” e chiesto clemenza al giudice. La prossima udienza è prevista per la prossima settimana, Griner rischia fino a 10 anni di carcere.

