I New York Knicks hanno presentato ufficialmente Jalen Brunson, il grande colpo delle free agency 2022 in attesa, chissà, dell’arrivo di Donovan Mitchell.
I Knicks hanno pagato Brunson tanto, forse troppo per il reale valore del giocatore (oggi) ma è vero anche che il prezzo dei giocatori lo stabilisce il mercato e la competizione. E il sodalizio Brunson-Knicks era tanto atteso e “scritto” da paventare persino indagini di tampering, agitato senza troppa convinzione in realtà dai Dallas Mavericks che – sotto sotto – avevano già preso atto della decisione del giocatore.
Jalen Brunson è stato corteggiato: il padre Rick fa parte da poche settimane dello staff di coach Tom Thibodeau, il ruolo è quello che l’ormai ex Mavs cercava, ovvero quello di point guard e creatore di gioco primario. Leon Rose, oggi presidente dei Knicks, è stato il suo primo agente nella NBA con la sua CAA.
“Sono elettrizzato e non vedo l’ora. Ci sono tante emozioni in ballo al momento, essere qui al Garden è speciale, creeremo tanti bei ricordi qui“, così Jalen Brunson che ha ricordato i giorni da bambino al Madison Square Garden al seguito di Rick, che giocava a New York dal 1998 al 2000, e poi ancora nel 2001.
“Qui c’è aria di famiglia, qualcosa che era impossibile non tenere in conto. Sapevo che i Knicks mi volevano più di chiunque altro, mi conoscono credo da… forse Leon (Rose, ndr) mi aveva visto già prima di mio padre! Sembra davvero di stare in una grande famiglia“.
“Riportare i Knicks in alto avrebbe anche per questo un gusto particolare, i tifosi hanno bisogno che la squadra torni ad alti livelli, se lo meritano. Sarà un processo, lo affronteremo giorno dopo giorno con questo obiettivo in mente“.

