L’ex giocatore Brandon Jennings svela su Twitter un suo grande timore, ovvero che la NBA diventi “sempre più come la NFL” e “in mano ai giocatori“. cosa che definisce “la cosa più stupida” che potrebbe mai accadere.
In una serie di tweet, l’ex giocatore dei Milwaukee Bucks e primo quintetto All-Rookie NBA nel 2010 ha spiegato la sua posizione circa il problema percepito del cosiddetto player empowerment, ovvero di quanto il peso dei giocatori NBA, soprattutto delle star più celebrate e ricche, abbia spostato gli equilibri e sottratto potere di negoziazione e decisionale dei dirigenti delle squadre.
Il caso Kevin Durant, impegnato in un braccio di ferro con i Brooklyn Nets e che ha reiterato la sua richiesta di trade se non saranno soddisfatte alcune sue presunte richieste, come un cambio al vertice in panchina e bel front office, è solo l’ultimo esempio.
Per Jennings, “chiunque abbia permesso che (la NBA, ndr) diventasse una lega dei giocatori, ha fatto la cosa più stupida che si potesse“, e “la NBA dovrebbe cambiare le sue regole“. L’ex Bucks e Pistons ha poi iniziato a rispondere agli utenti sulla discussione, arrivano a mettere in dubbio “l’amore per il gioco” dei suoi ex colleghi, fatto salvo “un paio di giocatori“, tra cui lo stesso Durant, “che dovrebbe però restare a Brooklyn e riprovarci“.
Oggetto degli strali di Brandon Jennings c’è poi il load management e la pratica di squadre e giocatori di stabilire dei riposi programmati durante la stagione: “Io sono un fan del gioco, e se devo pagare per guardarlo perché dovrei farlo per dei giocatori che scelgono quando giocare e quando no?“, e l’immancabile “Michael Jordan ha giocato per 13 anni quasi sempre più di 80 partite l’anno“. Quindi Jennings si mette nei panni di un genitore che porta i suoi figli alla partita per vedere le star giocare “per poi scoprire all’ultimo momento che alcuni non giocheranno… questo mi farebbe arrabbiare parecchio“, visto anche il costo dei biglietti NBA.
“Essere uno dei 450 giocatori NBA è un privilegio da rispettare e apprezzare. La lega ti cambia la vita immediatamente, è competizione al massimo livello. E occorre avere l’orgoglio e l’onore di farne parte“.
Sempre sul load management, Jenning si spiega poi dicendo che atleti come Chris Paul e LeBron James “si siano guadagnati il diritto” di saltare delle partite, mentre per quanto riguarda le regole, l’ex veterano NBA dice che “bisognerebbe mettere alcune clausole nei contratti dei giocatori, in cui si chiede di giocare una media stabilita di partite l’anno (…) come hanno fatto con Zion Williamson ad esempio. La NBA sta prendendo la piega della NFL, attenzione“.
Uno degli effetti deleteri della “deriva” della NBA recente per Jennings è che “i ragazzi non la seguono più, e preferiscono interagire su Twitter e Instagram con gli highlights e le clip“.

