E’ ormai passata la metà della regular season NBA ed è tempo di cominciare a fare qualche bilancio. Analizziamo ora i principali candidati al premio
di miglior giocatore della regular season: il duello principale per questo titolo vede fronteggiarsi Stephen Curry, point guard dei Golden State Warriors e James Harden, shooting guard dei Houston Rockets. Oltre a questi due magnifici atleti però, è opportuno dare uno sguardo più ampio al panorama NBA: LeBron James sta guidando i suoi Cavaliers ad una netta ripresa, Anthony Davis fa sognare i tifosi dei New Orleans Pelicans piazzando prestazioni mostruose per intensità e statistiche, infine Russell Westbrook sta cercando di portare i Thunder ai playoff nonostante la franchigia abbia a lungo sofferto dell’assenza del proprio giocatore di punta, Kevin Durant.
Passiamo ora ad analizzare nel dettaglio questi atleti: il candidato numero 1 al titolo di MVP stagionale è, dal punto di vista puramente statistico, la guardia dei Houston Rockets, James Harden. Harden è in testa alla classifica dei marcatori NBA quest’anno, con una media di 27.1 punti a partita, e sta trascinando i suoi Rockets orfani di Dwight Howard ai playoff. La guardia dei Rockets ha vissuto una stagione in crescendo facendo registrare il suo season high il 19 gennaio scorso contro gli Indiana Pacers: Harden ha messo a referto una prestazione stratosferica da 45 punti, 7 assist, 1 rimbalzo, 1 stoppata e 4 palloni rubati. Harden ha inoltre messo a referto 11 doppie-doppie ed una tripla doppia nelle 50 gare giocate sinora, facendo registrare ben 22 prestazioni da almeno 30 punti, e con un impiego medio di 36 minuti a partita tira con il 45% dal campo, il 39% da 3 punti e l’88% dalla lunetta. A condire queste statistiche vanno ad aggiungersi i 6.7 assist e i 5.5 rimbalzi di media a partita, il tutto in una franchigia che è attualmente priva di stelle visto l’infortunio che sta tormentando Dwight Howard, giocatore fondamentale per i Rockets sotto canestro.
Il principale avversario di Harden è Stephen Curry, il quale però può disporre di un quintetto base mediamente migliore di quello dei Rockets. Curry viaggia con medie di 23.7 punti, 8.1 assist e 4.7 rimbalzi a partita, inoltre ha recentemente fatto registrare il suo season high di 51 punti contro i Mavericks il 4 febbraio scorso. La stessa notte Curry mise a referto anche 4 rimbalzi e 4 assist. Sono 10 le prestazioni da almeno 30 punti per Curry, che in 48 gare giocate sino a questo punto della stagione ha fatto registrare la bellezza di 15 doppie-doppie, tirando con percentuali che hanno del mostruoso: in stagione viaggia con il 49% dal campo di media, il 40% da 3 punti ed il 90% ai tiri liberi. Da segnalare nella stagione di Curry anche la media di 2.1 palloni rubati a partita. Come sottolineato l’ambiente in cui gioca Curry però è ben diverso da quello dei Rockets: Curry può infatti contare su compagni come Klay Thompson e Draymond Green tra gli starters, a fronte di una panchina che però, tolto Iguodala, non è forse più competitiva di quella dei Rockets.
LeBron James, il giocatore più elogiato degli anni 2000, sta guidando i suoi Cavaliers ad una ripresa fondamentale, dato che nel periodo del suo infortunio il solo Love in coppia con Irving sembrava non bastare alla franchigia guidata da coach David Blatt. James ha una media di 26.1 punti a partita in questa stagione, sebbene abbia giocato “solo” 42 gare causa infortunio, ben 8 di meno di Harden e 6 meno di Curry. In stagione James ha fatto registrare 14 prestazioni da almeno 30 punti, 11 doppie-doppie ed ha fatto registrare due volte il suo season high di 41 punti, il 14 novembre 2014 contro i Celtics ed il 12 dicembre 2014 contro i Pelicans. A condire la stagione della stella dei Cavs 7.4 assist a partita e 5.4 rimbalzi a partita. James mantiene inoltre medie del 49% dal campo, 34% da 3 punti e 73% ai tiri liberi con un impiego medio di 37 minuti per partita.
Anthony Davis, stella nascente dei New Orleans Pelicans alla sua terza stagione NBA, sta facendo sognare i playoff ai tifosi della franchigia della Louisiana mettendo a referto prestazioni degne di una vera e propria All-Star. Davis ha giocato 45 gare in questa stagione mantenendo una media di 25 punti a partita, con 9.5 rimbalzi e ben 2.8 stoppate a partita in 36 minuti di impiego medio sul parquet, medie notevoli per un giocatore che è solamente alla sua terza stagione tra i professionisti. In stagione sono 13 le prestazioni da almeno 30 punti per The Unibrow, che ha fatto registrare il suo season high di 43 punti il 22 novembre 2014, notte in cui ha messo a referto anche 14 rimbalzi (di cui 5 offensivi) contro i Utah Jazz. A concludere la strepitosa stagione di questo giovane rampante troviamo la stratosferica cifra di 29 doppie-doppie. Davis mantiene inoltre una media del 55% dal campo e dell’83% dalla lunetta. Le prestazioni di Davis sono rese ancora più notevoli dalla mancanza di un giocatore al livello di quest’ultimo nella franchigia dei Pelicans.
Come ultimo candidato troviamo la point guard dei Thunder, Russell Westbrook, che sta cercando di portare la franchigia di Oklahoma City ai playoff nonostante la squadra abbia sofferto della lunga assenza della loro superstar Kevin Durant, a causa di un infortunio. La point guard dei Thunder viaggia ad una media di 26.1 punti a partita in sole 36 gare giocate, a causa di un infortunio che lo ha tenuto ai box in quasi tutto il mese di novembre 2014. Westbrook mantiene inoltre medie di 8.4 assist e 6.8 rimbalzi a partita ed ha fatto registrare il suo career high di 48 punti proprio ieri, 6 febbraio 2015, nella gara persa dai suoi allo scadere contro i Pelicans di Davis. Sono 12 le prestazioni stagionali da almeno 30 punti per il playmaker di Oklahoma, di cui 4 da almeno 40 punti. Le percentuali stagionali sono del 43% dal campo, 28% da 3 e 82% ai liberi in un impiego medio di 33 minuti a partita.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)


