Home NBA, National Basketball AssociationWesley Matthews: da Undrafted a Sharpshooter

Wesley Matthews: da Undrafted a Sharpshooter

di Antonio Greco

Se la scorsa notte avete fatto le ore piccole per tifare Marco Belinelli e/o semplicemente per godere dello spettacolo dell’All-Star Saturday, avrete avuto modo di apprezzare la prestazione di Wesley Matthews al 3-Point Contest. La shooting guard dei Portland Trail Blazers ha fatto registrare un ottimo punteggio di 22, ma è stato eliminato al primo round, finendo a un solo punto di distacco da Curry e Irving. Poco male per Wesley, che è uno abituato a prendersi le sue rivincite sul parquet.

Resosi eleggibile per il draft del 2009, non viene scelto da nessuno delle trenta franchigie, ma dopo quattro ottime stagioni alla prestigiosa università di Marquette, passare inosservato era impossibile. Matthews si guadagna la sua opportunità di mettersi in luce alla Summer League di Orlando e convince agli Utah Jazz a offrirgli un contratto di un anno.
Nella notte Iron Man s’è riunito col suo ex compagno di squadra proprio a Salt Lake City, Kyle Korver. Il cecchino degli Hawks ha detto di lui: “Quando arrivò a Utah, non era stato draftato. Lavorava duro, era molto forte, cercava di essere un tiratore migliore, faceva molte domande riguardo la difesa e sui fondamentali di gioco e davvero si è fatto ammirare come persona. È davvero un bravo ragazzo, lo sapete? Teneva solo a migliorare, migliorare e migliorare. Era semplicemente così solido, non faceva molti errori. Wes ha lavorato così duramente e sono felice per lui con la carriera che sta facendo. È incredibile solo vedere dov’è ora e ovviamente il tiratore che è diventato. Chi l’avrebbe mai detto che Matthews potesse guidare L’NBA per triple realizzate? Non l’avreste mai pensato tanti anni addietro in quel training camp. Penso che Wes abbia una grande etica del lavoro e che creda in se stesso e queste due cose l’hanno portato davvero lontano.”

Nonostante partisse da undrafted, giocò tutte le partite delle regular season, di cui 48 da titolare e ricoprì un ruolo fondamentale nella cavalcata dei Jazz verso i Playoffs. Comunque Matthews rimaneva una guardia 3 & D e proprio per cambiare questo suo status lavorò duramente per migliorare il suo jump shot con Jeff Hornacek. Queste le sue dichiarazioni in merito ai suoi miglioramenti nel tiro da tre: “Quando ero a Utah, coach Sloan mi schierava in campo per la mia energia e la mia difesa, ma in fase offensiva ero davvero uno svantaggio. Le squadre avversarie non mi marcavano perché non sapevano molto su di me, quindi il mio uomo era in grado di aiutare su Deron Williams e Carlos Boozer, mentre quando entrava C.J. Miles dovevano rispettare il suo tiro. Non sono un ragazzo a cui piace entrare dalla panchina, così mi assicurai di lavorare con Jeff Hornacek e diventare un giocatore bilaterale, così quando gli avversari m’avrebbero lasciato libero, gliel’avrei fatta pagare e avrei messo dentro il tiro. Ci vuole tanto tempo e tanto impegno e bisogna abituarsi al lavoro. Solo Dio può scrivere una storia del genere, quindi sto solo cercando di non incasinarla. Per me essere all’All-Star Weekend è toccante e ne sono grato. È la seconda volta che sono qui, non male per un ragazzo che non fu draftato. Le nostre carriere sono abbastanza corte, quindi sto solo cercando di vivere tutte le esperienze e riflettere su quello che è stato fatto e detto. Mi sto definitivamente divertendo ora. Sono grato anche solo di fare colazione con alcuni di questi ragazzi: ero solito vedere J.J. Redick al college, Steph Curry e Klay Thompson sono grandissimi tiratori. Quindi solo essere assieme a questi ragazzi è un enorme onore”.

Insomma, se Wesley non fosse stato snobbato da ventinove squadre su trenta, non sarebbe mai diventato quello che è adesso. Nella stagione in corso sta viaggiando a 16.4 punti, 3.6 rimbalzi e 1.2 palle rubate di media in una squadra, i Portland Trail Blazers, che possono vantare un record di 36-17. E proprio sulla sua squadra Matthews afferma: “Ogni volta che vieni stracciato, come è successo l’anno scorso al secondo round, cresci e capisci cosa serve per vincere un titolo. Abbiamo giocato una grandissima serie contro Houston ed era probabilmente la migliore degli ultimi anni, ma ora sappiamo com’è giocare contro i campioni. Ora come ora, abbiamo lo stesso record dell’anno scorso, ma l’anno passato eravamo molto meno propensi agli infortuni. Penso che la nostra panchina e il resto dei giocatori della squadra abbia fatto definitivamente il salto di qualità”.
E Wesley Matthews è uno che di miglioramenti se ne intende.

Per NBA Passion,
Antonio Greco

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