Home NBA, National Basketball AssociationNba Weekly Review, Raptors: una settimana da dimenticare

Nba Weekly Review, Raptors: una settimana da dimenticare

di Davide Freschi

Una disastrosa settimana ha visto protagonisti i Toronto Raptors di DeRozan e compagni che – pur avendo ottenuto una vittoria contro i principali rivali, gli Atlanta Hawks (dopo l’ASG) con una buona, se non ottima, prestazione – sono crollati in 4 partite contro 4 squadre della Western Conference. Insuccessi oltretutto molto pesanti considerando le due imbarcate prese rispettivamente contro Houston e Golden State. Il dato che accomuna la maggior parte delle sconfitte è l’incapacità di fare risultato al cospetto delle big, in particolar modo quelle della Western Conference. Certamente ottenere una vittoria negli scontri con squadre come Golden State, Memphis, OKC o Houston non è compito facile per nessuna squadra della lega, ma da un team che detiene il secondo posto nella Eastern Conference le aspettative non eguagliano di certo i successi fin ora ottenuti. Un altro punto che sottolinea i limiti del gruppo e della squadra è l’assenza di una costanza nei risultati. Proprio quando Toronto sembrava dare l’idea di aver trovato una sua identità ben precisa, sono giunti sempre risultati inaspettati che hanno spento le speranze dei tifosi. E’ infatti un peccato che, anche questa volta, le 4 sconfitte consecutive siano arrivate dopo ben 10 vittorie, tra cui quelle con San Antonio, Atlanta e Los Angeles Clippers, nelle ultime 12 partite disputate. Andiamo ad analizzare le 4 sconfitte di fila nel dettaglio.

21 febbraio: reduci dall’importante vittoria ottenuta la notte precedente in casa contro gli Atlanta Hawks, i Raptors si preparano ad affrontare gli Houston Rockets di James Harden. La stanchezza è sicuramente una delle nemiche principali di Toronto che pur resistendo nei primi due periodi, chiusi con il punteggio di 36-40, si lascia sfilare di mano la partita nella ripresa (terzo periodo 17-28); complice l’inesauribile sete realizzativa di Corey Brewer (26 punti e 5 steal) e la voglia di accaparrarsi ogni possibile rimbalzo dei ragazzi di coach McHale – in particolare Motiejunas, Jones e lo stesso Brewer – che trascinano gli ospiti a vincere 52-39 la lotta rimbalzi nel pitturato. La padrona di casa si affida invece all’ottima mole realizzativa di Johnson (27 punti 10-16 dal campo) e alla sua intensità difensiva (4 stoppate), che tuttavia non bastano a Toronto per ripagare il biglietto dei propri tifosi, costretti a veder incanalata la partita fino al risultato di 98-76 Houston.

23 febbraio: due giorni dopo i Raptors fanno visita allo Smoothie King Center dei Pelicans, privi della loro stella Anthony Davis. Seppur il primo e il secondo periodo lascino ben sperare per gli ospiti –   che si portano prima sul più 9 e vincono poi il secondo parziale per 28-27 – la storia cambia per quanto riguarda i 24 minuti dopo la pausa. Asik ed Evans si fanno valere rifilando rispettivamente due doppie doppie. Il primo lotta sotto canestro e oltre ai 14 punti ottiene 11 rimbalzi di cui 4 offensivi, il secondo invece sforna assist (12 nella sua serata) con 13 punti a referto. Tuttavia i Pelicans che vedono litigare con il ferro i propri titolari, si affidano principalmente alla panchina e alle notevoli percentuali dei suo costituenti. Babbit, Cole e Ajinca mettono insieme 39 punti tirando nel complessivo con il 68,7% dal campo. Toronto invece lascia l’attacco nelle mani di Lowry che chiuderà con 22 punti, mentre nel pitturato si affida al lungo Valanciunas, doppia doppia anche per lui da 17 punti e 14 rimbalzi. New Orleans nella ripresa si fa sotto, vincendo di 5 il terzo periodo, e si riporta a meno 5 dagli ospiti. Il quarto periodo è caratterizzato dalla prestazione da 14 punti di Norris Cole. L’ex Miami suona a tutti gli effetti la carica e, rifilando 7 punti nei primi 3 minuti con una bomba dall’arco, da l’input ai suoi per siglare il sorpasso firmato poco dopo in seguito a due tiri dai 7,25 di Babbit. Lowry prova ad immolarsi per la squadra ma abbandonato dai compagni è costretto, dopo il layup messo a segno da Ajinca per il 98-97 e i due tiri liberi di Fredette, a cedere con il suo team per il punteggio di 100-97.

Lowry

Lowry

Back To Back, 24 febbraio. Ci si sposta dai texani di Dallas privi ancora di Parsons. Partita in bilico fino ai minuti finali del match, ma anche questa volta, come nelle due gare precedenti, Toronto crolla nel finale dopo aver disputato due discreti periodi prima dell’Halftime. Pur andando meno volte al tiro, i Texani tirano meglio degli ospiti, con il 48% da due e il 42% da 3 al contrario dei Raptors:42% da due e il 34% da tre. Dallas si affida in attacco alla mano calda di Monta Ellis e alle buone prestazioni delle due Pg di riserva Barea e Harris; minutaggio di quest’ultimo aumentato in seguito alla discussione, proseguita anche in spogliatoio, tra coach Carlisle e Rondo, che vedrà la PG titolare essere spedito in panchina. Buona anche la prova al rimbalzo di Aminu. Il miglior realizzatore nelle file di Toronto è invece Demar Derozan con 18 punti che, ad ogni modo, oltre alle 3 palle perse non supera il 33,33 % al tiro. Ottima invece la prestazione dalla panchina di Gregis Vasquez che, con il 100% (3-3) dall’arco e 5-6 al tiro, rifila 14 punti in 19 minuti. L’ultimo periodo è però nuovamente il tallone d’achille per la squadra di coach Casey che vede imbarcare un parziale di 25 a 15 dai suoi. Partita che si conclude con il punteggio di 99-92 Dallas.

27 Febbraio, Toronto di fronte ai propri tifosi affronta la capolista della Western Conference, i Golden State Warriors. Le delusioni per i tifosi dei Raptors non sono ancora finite e Toronto esprime l’ennesima pessima prestazione al cospetto di una big della Western Conference. Non è esagerato dire che la partita si chiude di fatto nel primo periodo a causa del parziale dei Warriors di 27-11 che darà modo a Curry e compagni di disputare l’intera partita senza alcuna preoccupazione. Anche dopo la pausa Golden State continua a macinare punti e rifila l’ennesimo super parziale di 44-26. Serata proprio da dimenticare per i Raptors che da 3 non vanno oltre il 18% e vedono arrivare una pesante sconfitta in casa con un margine di ben 24 lunghezze; margine che avrebbe potuto essere ancora più largo se i Warriors non avessero abbassato il ritmo e intensità in un quarto periodo inutilmente chiuso a favore di Toronto per 32-15. Il punteggio finale a referto sarà di 183 a 89.

La partite hanno dunque sottolineato l’aspetto rimarcato precedentemente: il calo di concentrazione e la mancanza di risultato di fronte alle big. Nel mese di gennaio, esclusa la vittoria contro i Wizards alla prese oltretutto con un periodo buio che li ha visti scivolare indietro nelle gerarchie delle Conference, nessuno degli scontri diretti con le altre big o possibili pretendenti al titolo è andato a buon fine per i Raptors. Tranne che nei primi incontri del mese di febbraio sembrava essersi invertita – dopo le vittorie con Clippers e San Antonio già citate precedentemente – ma smentita dalle partite dell’ultima settimana che hanno fatto riemergere le lacune di Toronto. Coach Casey riuscirà a trovare rimedio sopratutto in vista dei playoff?

Nel frattempo nel corso della prossima settimana Toronto avrà di certo un calendario più alla sua portata, dovendo affrontare rispettivamente in ordine: New York,Philadelphia, Cleveland e Charlotte. Eccezion fatta per Cleveland, con la quale oltre a giocarsi la seconda piazza nella Eastern Conference, sarà molto interessante notare l’approccio mentale alla partita dei Raptors, Toronto non dovrà di certo perdere l’occasione di aggiungere fattibili vittorie a un record ormai agguantato dalle inseguitrici Bulls e Cavaliers.

Per NBA Passion,

Davide Freschi

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