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Warriors, ora il rinnovo di Herro è un precedente per quello di Poole

di Lorenzo Brancati
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La notizia della notte NBA è che Tyler Herro ha prolungato il suo contratto con i Miami Heat di 4 anni, per un valore di 130 milioni di dollari. Il nuovo accordo entrerà in vigore dalla stagione 2023/24 e gli garantirà almeno 120 dei 130 milioni citati fino al 2027. Ma come può questa mossa influenzare il futuro di Jordan Poole ai Golden State Warriors?

Per prima cosa, i due giocatori sono stati selezionati entrambi nel Draft 2019. Poole con la scelta numero 28, Herro con la numero 13. La loro parabola NBA, poi, ha rispettato la distanza tra la rispettive chiamate. La guardia degli Heat, infatti, ha iniziato fin da subito a contribuire alla causa dei suoi, mentre quella degli Warriors ci ha messo qualche mese, e qualche passaggio in G-League, in più.

Ad oggi, però, il contributo che entrambi portano a due compagini con ambizioni da titolo è molto simile. Si tratta di due sesti uomini d’eccellenza, con Herro fresco di riconoscimento di Sesto Uomo dell’Anno 2022. Dopo il rientro di Klay Thompson, poi, anche Poole è lentamente scivolato verso compiti in uscita dalla panchina. Dalla serie contro i Memphis Grizzlies in avanti, infatti, lui non è più partito in quintetto, ma ha dato comunque un apporto chiave per la vittoria dell’anello.

Quintetti NBA: Golden State Warriors
Quintetti NBA: Golden State Warriors 2022-2023

Ecco perché, in breve, l’estensione del primo complica i piani dei Warriors nei confronti del secondo. Perché Golden State non ha la stessa libertà di manovra economica, e perché dovrà vedersela con tanti altri rinnovi, oltre che con quello di Poole.

Ad oggi, i campioni in carica sono sopra al limite del salary cap di 78 milioni di dollari, pagando insomma già una buona fetta di Luxury Tax. L’attuale accordo del numero 3 scadrà, poi, la prossima estate. Quando saranno ancora oltre il limite di circa 47 milioni, contando che questo si attesterà ancora sui 120.

Ecco allora una tempesta perfetta pronta a colpire il cuore del sistema Warriors. Peraltro, oltre a quello di Poole, ci sarà da guardare ai contratti di Andrew Wiggins, Jonathan Kuminga, Draymond Green e James Wiseman.

Se le sue richieste dovessero così puntare il dito al rinnovo di Herro, difficilmente potremo rivederlo a San Francisco dopo la fine della stagione che si appresta a cominciare. Sarà molto più probabile, invece, che una franchigia in fase di ricostruzione e con discreto spazio salariale arrivi a offrirgli gli oltre 100 milioni di dollari che probabilmente pretenderà. Che saranno gli Charlotte Hornets, gli Orlando Magic, gli Houston Rockets o chi per loro poco conta. Il fatto è che nonostante sarà un free-agent con restrizioni, difficilmente i Golden State Warriors potrebbero pareggiare un’offerta del genere.

Insomma, per stessa ammissione di Joe Lacob, mantenere questo gruppo oltre il 2022/23 sarà praticamente impossibile. Ora però i campioni in carica avranno circa 9 mesi per capire definitivamente su chi investire i pochi milioni di libertà rimasti nel proprio bilancio.

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