Kyrie Irving sta completando il percorso di riabilitazione che i Brooklyn Nets hanno deciso per lui per il reintegro dop la sospensione, il giocatore potrebbe tornare in campo già domenica per la partita casalinga al Barclays Center contro i Memphis Grizzlies.
Irving, sospeso tre settimane fa dai Nets dopo il caso della promozione a un libro e docufilm dai contenuti antisemiti e pseudo-storici e le mancate scuse pubbliche e presa di distanza netta, ha saltato le ultime 7 partite e non giocherà neppure a Portland contro i Trail Blazers, l’ultima gara del giro di trasferte a Ovest della squadra. Senza di lui i Nets hanno un record di 4 vittorie 3 sconfitte ma hanno incassato a Sacramento contro i Kings la peggior sconfitta stagionale, con 153 punti subiti.
La direttrice esecutiva del sindacato NBPA dei giocatori, Tamika Tremaglio, ha dichiarato che “Kyrie sta proseguendo il suo percorso di dialogo e educazione, e si sta rendendo conto in pieno dell’impatto delle sue parole e azioni. Kyrie rigetta l’antisemitismo in ogni sua forma e vuole dedicarsi a migliorare e capire. E’ sua intenzione inoltre proseguire in tale percorso anche in futuro“. Tremaglio ha poi confermato che il sindacato ha lavorato al fianco di Kyrie Irving, dei Nets e della NBA nel percorso richiesto al giocatore.
Pare dunque vicina la fine della vicenda, e della seconda sospensione per motivi disciplinari rimediata da Irving durante la sua permanenza ai Brooklyn Nets. Vale la pena far notare come, dalle parole di Tremaglio, anche in questo caso Irvings sia riuscito a evitare di “metterci la faccia”, come speso ama ripetere, e lasciare che qualcun altro parlasse per lui, in attesa del suo inevitabile ritorno davanti ai tanto temuti e avversati cronisti, e alle loro domande.
Nei giorni scorsi, la NBPA aveva fatto quadrato attorno a Irving, con le parole del vicepresidente del sindacato Jaylen Brown che avevano di fatto tacciato di ipocrisia il proprietario dei Nets Joe Tsai e contestato i termini imposti al giocatore per il reintegro, giudicati troppo “onerosi”.

