Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsSparatoria Colorado Springs, l’arbitro NBA Bill Kennedy: “Dobbiamo fermare tutto questo”

Sparatoria Colorado Springs, l’arbitro NBA Bill Kennedy: “Dobbiamo fermare tutto questo”

di Matteo Frattasi

Nel weekend appena trascorso si è verificata una sparatoria in un gay club di Colorado Springs, il Q Club, in Colorado, che ha causato 5 morti e 17 feriti. Ad esprimersi sulla vicenda è stato l’arbitro NBA Bill Kennedy: “Questi crimini odiosi devono terminare nel nostro paese. Dobbiamo trovare un modo per riuscire fermare tutto questo. Voglio approfittare del momento per porgere le mie condoglianze alle famiglie delle vittime e alla comunità LGBT a Colorado Springs e nel paese”. In questo modo l’arbitro, che nel 2015 fece coming out dichiarandosi gay dopo il caso degli insulti omofobi dell’allora giocatore dei Sacramento Kings Rajon Rondo, commenta l’accaduto. Messaggio che è stato successivamente condiviso dai social media della NBA.

L’arbitro Kennedy non è stato l’unico ad esprimersi sulla questione. Molto importante è stato anche l’intervento di Michael Malone, coach dei Denver Nuggets, che l’ha definita come “l’ennesima insensata sparatoria”. La squadra ha anche tenuto un minuto di silenzio prima della partita contro Detroit per commemorare le vittime e i feriti di questo tragico evento. 

Steve Kerr sulla regolamentazione delle armi da fuoco negli USA

Il tema legato al possesso e all’uso delle armi in America è stato sempre un argomento molto discusso e attuale nella vita dei cittadini Statunitensi. Una delle personalità più rilevanti nel mondo del basket NBA che si è sempre espressa su tale questione è Steve Kerr, allenatore dei Golden State Warriors. Protagonista di molte dichiarazioni, ha continuamente espresso la propria opinione soprattutto sulla regolamentazione delle armi da fuoco. Uno dei suoi commenti più importanti è sicuramente quello relativo alla sparatoria avvenuta ad aprile nella città di Sacramento. Un’intervista post partita iconica, dato che lo spazio avuto dal coach degli Warriors è stato completamente utilizzato per parlare della tragedia e non della partita.

Avere tante voci importanti che si esprimono in pubblico su un tema così delicato può solo che far bene al dibattito pubblico. Parlarne stimola il cambiamento e l’evoluzione del pensiero. In un paese che è sempre stato vittima della gestione delle armi da fuoco e della violenza ad essa collegata, c’è bisogno di figure rilevanti che siano promotrici di idee rinnovatrici.

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