Una partita dal sapore alquanto storico è stata quella di Damian Lillard contro gli Houston Rockets. Nonostante non sia riuscito a sorpassare Clyde Drexler come miglior marcatore all-time nella storia dei Portland Trail Blazers, cosa che accadrà molto probabilmente nella partita contro gli Oklahoma City Thunder questa notte, il prodotto di Weber State si può comunque ritenere soddisfatto della sua partita. Dopo circa 7 minuti e mezzo dall’inizio della partita, grazie ad un gioco da tre punti, Lillard è riuscito a superare quota 18.000 punti in carriera, diventando solamente il secondo Blazer di sempre, l’ottavo tra i giocatori in attività e il 77esimo nella storia della NBA a tagliare questo traguardo.
“È un onore avere questo livello di successo e segnare così tanti punti. Ma devo dare credito alle persone che hanno permesso che questo fosse possibile,” ha detto Lillard. “Devo ringraziare i miei preparatori, persone che hanno investito tempo nell’aiutarmi a diventare il giocatore che sono diventato. Devo ringraziare i miei allenatori: Terry Stotts, David Vanterpool, Nate Tibbets, Dale Osbourne, Jay Triano, Kaleb Canales, e posso andare avanti ancora, Jim Moran. Tutti loro. In più, Tutti i veterani che hanno giocato con me e che mi hanno spinto a migliorare. Ma soprattutto il coaching staff, che dal primo giorno mi ha dato l’opportunità di giocare liberamente, tanti minuti e nonostante i miei sbagli e cose così.
“Molti ragazzi non hanno l’opportunità di giocare sin dal primo giorno e non ricevono quel tipo di libertà che ho avuto io nel corso della mia carriera per arrivare fino a questo punto. Quindi devo ringraziare molte persone per aver reso possibile tutto ciò. E devo ringraziare Dio per avermi permesso di stare in salute per la maggior parte della mia carriera, ed anche essere lucido mentalmente.”
Non solo punti, Damian Lillard sale anche in altre due classifiche All-Time
Oltre ai punti, il numero 0 di Portland è entrato ancora di più nella storia della franchigia grazie alla seconda palla rubata della partita. Con quella è riuscito a salire alla sesta posizione all-time per palle rubate nella storia dei Trail Blazers, superando Cliff Robinson, con 697. “Di solito non sono uno che ruba tanti palloni. Ma sono in questa lega da tanto e se giochi tante partite riesci a rubare qualche pallone.”
Ma non è finita qui. Grazie alla sua quarta tripla della partita, la numero 2.222 della carriera, si è posizionato all’ottava posizione per numero di tiri da tre punti realizzati nella storia della lega superando Jamal Crawford. Ora si trova a solamente 60 triple dal superare Jason Terry alla settima posizione. “Ho avuto molte opportunità e ho tirato molte triple. Penso di essere un tiratore davvero bravo quindi quando hai l’opportunità di tirarne tante, dovresti anche segnarne tante. E io l’ho fatto. È una bella cosa anche questa.”
“Voglio che la gente mi consideri quando si parla dei migliori tiratori della storia,” ha raccontato Lillard
Sempre per quanto riguarda la questione triple, tutti riconoscono il fatto che Stephen Curry sia il miglior tiratore nella storia della lega, anche Damian Lillard. Nonostante ciò, il nativo di Oakland crede di dover far parte della discussione riguardo chi sia il secondo di questa lista. “Vedo sempre delle cose in giro dove parlando del miglior tiratore di tutti i tempi e si comportano sempre come se fosse una follia che le persone mi menzionino. Io penso che per quante triple ho segnato, per quanto consistentemente le metto, il livello di difficoltà delle triple che mi sono preso nel corso degli anni, penso che sia folle che le persone non mi menzionino in queste discussioni.
Ovviamente anch’io penso che Steph sia il migliore di tutti. Ma non vedo perché io non debba essere messo di diritto in quelle discussioni. Non solo in base a quante ne ho fatte, ma anche a come le ho fatte. Come segni sempre quelle più difficili e con quanta facilità tiri la palla. Non vedo l’ora di continuare a scalare quella classifica. Così, quando sarò nei primi due o tre, voglio vedere, a quel punto, cosa dirà la gente di me come tiratore.”

