C’è davvero la possibilità che i Chicago Bulls possano già considerare l’ipotesi di cedere Zach LaVine via trade, pochi mesi dopo averlo blindato con un contratto da 5 anni e 215 milioni di dollari al massimo salariale?
E per contro, esiste la possibilità che lo stesso LaVine, sentendosi poco valorizzato al di là del contratto, tanto desiderato, possa fare il primo passo e chiedere una trade?
I rumors, in entrambi i sensi, non sono mancati in queste settimane in cui la stagione dei Bulls sembra sul punto di deragliare, appena un anno dopo essere tornati ai playoffs con DeMar DeRozan e Zach LaVine All-Star, con un ottimo Lonzo Ball (fino a gennaio, poi KO), e con Alex Caruso, Nikola Vucevic e Patrick Williams. Chicago è al momento undicesima a Est con un record di 13-18 e dopo due vittorie incoraggianti contro Miami e Atlanta. Prima di queste, erano arrivate però 7 sconfitte in 10 partite, e i 150 punti subiti dai Minnesota Timberwolves come punto più basso.
Quest’anno, complice l’assenza di Ball, quasi tutte le iterazioni dei quintetti che schierano al contempo DeRozan, LaVine e Vucevic hanno un plus\minus negativo. Preso singolarmente, il terzetto di quelli che sono i tre All-Star della squadra viaggia a -3.8 di plus\minus per 100 possessi e subisce 114.5 punti sempre per 100 possessi.
Il rientro di Lonzo Ball appare lontano, la free agency di Vucevic è prossima (off-season 2023) così come la decisione sull’estensione di contratto di DeMar DeRozan, che è il miglior giocatore della squadra e sta viaggiando a cifre molto simili a quelle che lo scorso anno gli valsero il secondo quintetto All-NBA.
DeMar compirà 34 anni in agosto, il contratto in scadenza di Nikola Vucevic, comunque probabile partente, fa del montenegrino un asset di mercato limitato. Patrick Williams pare al momento incedibile e sarebbe anche il momento per i Bulls di verificare quanto l’ex Florida State possa rendere con un utilizzo più elevato (Williams viaggia a oltre 9 punti di media con ottime percentuali, e il 42.4% da tre), Lonzo Ball potrebbe anche saltare per intero la stagione 2022-23.
I Bulls potrebbero provare a cambiare forma al roster attorno al loro big three cercando acquirenti per Coby White e Alex Caruso, ma sarebbe difficile rinunciare all’ex Lakers con Ball ai box. Goran Dragic sta disputando una buona stagione ma con un minutaggio limitato, e l’impiego da point guard di Ayo Dosunmu resta un ripiego.
Per quanto poco tempista possa sembrare, l’unico vero asset di mercato di valore per i Bulls è Zach LaVine, che a 27 anni è sotto contratto a lungo e un realizzatore e tiratore al di sopra della media NBA, e creatore di gioco secondario discreto, se nel contesto giusto. Il fatto che l’ex Twolves abbia appena firmato il suo quinquennale è un grosso freno per una trade già a febbraio, ma il precedente di Blake Griffin, ceduto dai Clippers nel 2018 pochi mesi dopo il maxi rinnovo con LA, è un precedente che dimostra come, banalmente, si possa fare.
I Bulls potrebbero valutare di cedere LaVine in cambio di due o tre giocatori di rotazione, e soprattutto di scelte future al primo giro per rimpinguare quelle spese per arrivare a Vucevic, Ball e DeRozan, e ristrutturare attorno a questi, e a Williams, Caruso e Dosunmu, il roster. Se questa dovesse essere la strada, quali trade sarebbero fattibili per Zach LaVine?
