Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston CelticsI team più caldi della Lega: Celtics, finalmente Datome! Jazz, Gobert vi ha reso vincenti!

I team più caldi della Lega: Celtics, finalmente Datome! Jazz, Gobert vi ha reso vincenti!

di Luca Mazzella
Gigi Datome-tira-boston

La nostra consueta rubrica dedicata a team caldo e team freddo della settimana si prende una pausa a metà questa volta: visto che i team “freddi” purtroppo sono sempre gli stessi (Knicks, Lakers, Sixers, T’Wolves, Magic) e le new entry come Wizards e Pistons per quanto soprattutto i secondi siano in caduta libera a 10 sconfitte di fila, sono stati già recentemente analizzati, ci concentriamo su 2 team caldi, caldissimi. In uno, tra le altre cose, sta finalmente avendo minutaggio a disposizione l’italiano forse più amato dai tifosi, Gigi Datome!

I team in questione sono gli Utah Jazz e i Boston Celtics! Nel periodo che prendiamo in esame, da Domenica 9 Marzo ad oggi, i primi sono stati impegnati per ben 4 volte, portando a casa il bottino pieno in tutte e 4 le occasioni, mentre per i Jazz il discorso è necessariamente più ampio.

Team caldo n.1 Boston Celtics, 4-0 dal 9/03 al 15/03

Se una settimana fa o più vi avessimo detto che i Boston Celtics, quelli delle 11 prime scelte nei prossimi 3 anni, quelli che hanno totalmente smobilitato nell’ultimo biennio ultimando il processo di smembramento con la cessione di Rondo a Dallas, si sarebbero trovati a mezza partita dai playoffs con 1 mese solo di regular season da giocare, probabilmente ci avreste preso per pazzi e vi avremmo dato ragione. Eppure, un ottimo lavoro di coach Stevens e mosse intelligenti sul mercato (prima fra tutte l’acquisto di Isaiah Thomas, giocatore sottovalutato per eccellenza ma con numeri che nessun Celtics ha fatto nelle prime 9 apparizioni in maglia biancoverde) hanno messo la franchigia in condizioni inaspettatamente positive e a ridosso della zona playoff, pronta a sfruttare eventuali passi falsi di Hornets o Pacers.

La settimana di Boston inizia con la sfida a Miami contro gli Heat. Finirà 100-90 per Datome e compagni, con l’italiano ex Pistons che chiuderà a quota 13 punti con 6/9 dal campo, Thomas a fare da protagonista con 25 punti dalla panchina e 43 rimbalzi contro gli appena 32 di Miami e nonostante Whiteside in campo. Partita che Boston gestisce bene sin dall’inizio e porta a casa, con un valore doppio visto il valore e la posizione in classifica degli avversari.

Luigi Datome Italy

 

Si torna a Boston 2 notti dopo. Ospiti della serata i Memphis Grizzlies: niente paura, Boston dimostra di saper soffrire anche contro un top team della Western come quello di Marc Gasol, e porta a casa una vittoria insperata per 95-92. Questa volta per Datome ci sono solo 2 punti, e a trascinare la squadra ci pensano Crowder, Olynyk, Bradley, Bass. Tutti, insomma, mettono il proprio mattoncino e con una grande prova di collettivo diventa più semplice abbattere la resistenza degli ospiti, tra cui deludono gli ex Lee e Green su tutti.

Si resta sul parquet amico 2 notti dopo quando gli ospiti di serata sono i Magic in fase involutiva dopo l’esonero di coach Vaughn. Anche stavolta vittoria, 95-88, con un giocatore al di sopra di tutti: Evan Turner. L’ex Pacers ne mette 30 con 12/20 al tiro, 5 rimbalzi e 4 assist, a cui si unisce Olynyk con la solita prestazione di sostanza dalla panchina. Ancora una volta 3 punti per Datome, mentre tra i Magic si salvano solo Payton con 20 punti e Harris con 16, mentre Oladipo soffre la difesa fisica di Bradley e chiude con 5/14 dal campo.

Ultima partita della striscia vincente è quella di ieri notte,  in cui i Celtics colgono la vittoria forse più importante dell’ultimo mese, battendo a domicilio i Pacers che arrivavano da 6 vittorie di fila. 4 uomini in doppia cifra (Zeller, Bradley, Bass e Olynyk dalla panchina), Gigi col “solito” apporto di 3 punti in linea con le prestazioni dell’ultimo periodo e il solo Hill a contrastarsi con 30 punti messi a segno. In un solo colpo gli uomini di Stevens si portano a mezza vittoria dagli Hornets ottavi, una e mezza proprio da Indiana settima….e sognare non costa nulla, e sarebbe un ottimo bigliettino da visita quello della partecipazione ai playoffs da mostrare alle prossime future nuove leve che dovranno rappresentare il nuovo corso del Boston Pride.

Team caldo n.2 Utah Jazz, 10-2 dalla pausa ASG ad oggi

Per i Jazz il periodo da prendere in considerazione è necessariamente più lungo, perchè ci sono valutazioni globali da fare e che vedono un unico, enorme, comune denominatore. Il suo nome è Rudy Gobert, francese del 1992, 27esima scelta dei Nuggets al draft 2013 e subito scambiato con Erik Green proprio coi Jazz.

Gobert

 

Un minimo di spola tra D-League e NBA lo scorso anno, qualcosa di interessante fatto vedere nei primi mesi di regular season di quest’anno, ed esplosione finale quando, ceduto Kanter, i Jazz hanno a sorpresa deciso di affidarsi a lui mostrando tutta la fiducia in questo gruppo molto giovane ma dall’enorme potenziale. I Jazz nelle ultime 12 partite non hanno solo vinto in 10 occasioni, hanno battuto squadre come i Blazers (92-76), Spurs (90-81), Bucks (82-75), Grizzlies (82-93), Nets (88-95), Rockets (109-91) e Pistons stanotte (88-85), affrontando e battendo poi Sixers, Knicks e Nuggets e perdendo solo contro Lakers e Celtics (di un punto allo scadere). Quello che impressiona è che balza subito agli occhi è la media punti concessa agli avversari, di soli 84,5 punti a partita. Merito del francese di Saint Quentin, che è primo in NBA per percentuale concessa al rimbalzo agli avversari quando è in campo ( 39,6% dal campo, davanti a giocatori come Ibaka, Howard, Aldridge, Bogut, Marc e Pau Gasol), e nella striscia di vittoria viaggia a 10 punti e 15 rimbalzi di media, candidandosi tra le altre cose a premio di Difensore dell’anno, Sesto uomo dell’anno e Giocatore più migliorato, essendo balzato alle attuali medie (7,5 punti e 8,4 rimbalzi) dopo un’annata, la scorsa, conclusa a 2,3 punti e 3,4 rimbalzi. Quello che dei Jazz incuriosisce di più è anche l’età media del gruppo, che tra Exum, Hayward, Gobert, Burke, Burks e Favors vanta un asse portante tra i 20 e 25 anni di età e un cap che il prossimo anno sarà di soli 45 milioni. Attirare FA di rilievo non è semplicissimo in una franchigia come quella di Utah, ma un paio di giocatori di sistema e con punti nelle mani potrebbero davvero far fare una salto di qualità inaspettato alla squadra. Per la cronaca e ai fini della rubrica, le 3 squadre battute in settimana sono state Knicks, Rockets e Pistons.  All’orizzonte ci sono Hornets, Lakers, Warriors e Wizards, e un altro filotto di vittorie non potrebbe che dare ulteriore consapevolezza ad un gruppo di giovani che sta finalmente prendendo coscienza dei propri mezzi.

Per Nbapassion

Luca Mazzella

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