I Dallas Mavericks credono ancora in Kyrie Irving e potrebbero pensare seriamente di firmare nuovamente il giocatore durante l’offseason. Come riportato da ESPN, Mark Cuban ha parlato sia del passato sia del futuro. Prima ha spiegato come la squadra si sia lasciata con Jalen Brunson e poi è passato a parlare di Irving.
Cuban tra l’addio di Brunson e l’arrivo di Irving
La situazione di classifica dei Dallas Mavericks non è rosea come la dirigenza si aspettava, soprattutto dopo la trade che ha portato Irving in Texas. Con l’addio di Jalen Brunson la scorsa estate la squadra allenata da coach Kidd ha perso molto, sia a livello tecnico che a livello di meccanismi di gioco.
Quello che più pesa a Cuban è il modo in cui Brunson è andato a New York. Cuban smentisce categoricamente che il giocatore fosse interessato alla proposta di Dallas e mostra dei messaggi dove il padre chiedeva un contratto da almeno 18-23 milioni all’anno. Stando alle parole del proprietario della franchigia texana, Brunson non ha mai dato segnali d’addio: “Noi volevamo firmarlo nuovamente e continuare insieme. A Brunson piaceva stare qui e non ci ha mai dato un’indicazione sul suo futuro. Erano solo i genitori il problema. Anche l’agente ha detto che, nel peggiore dei casi, potevamo fare un sign-and-trade”. Soprattutto non c’è mai stata una trattativa vera e propria: “Non ci hanno mai parlato concretamente di offerte ricevute. La cifra offerta dai Knicks l’avrei pagata in un batter d’occhio ma sono sicuro che non sarebbe rimasto comunque”.
Archiviato il passato, nel futuro della sua franchigia ci dovrebbe essere Kyrie Irving. Nonostante il giocatore voglia provare la free agency, Cuban punta molto sull’ex Nets: “Vorrei rimanesse e penso ci siano delle buone possibilità che accada. Qui è felice. Lui è un bravo ragazzo e tutto quello che leggo sul suo conto non è vero”. Detenendo i diritti Bird di Kyrie, nessuno potrebbe arrivare a superare l’offerta dei Mavs (272 milioni in cinque anni).
Ancora non sappiamo quale sarà il futuro di Kyrie ma, ad oggi, sappiamo che l’alchimia con Luka Doncic non è ancora quella prevista. A differenza di quello che pensava coach Kidd, l’attacco non è l’unica arma che serve per vincere le partite e il record della squadra lo testimonia. Da quando Kyrie è sbarcato in Texas, il record dei Dallas Mavericks è altamente negativo (8-15). Solo il tempo ci dirà se una sua eventuale permanenza a Dallas gli farà mettere la testa a posto e se potrà guidare la squadra (insieme a Doncic) al titolo.

