Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsDraymond Green, quando l’alfiere dei new media cade sul suo terreno

Draymond Green, quando l’alfiere dei new media cade sul suo terreno

di Michele Gibin
draymond green e jordan poole

Per essere l’alfiere dei “new media” che dovrebbero lasciare senza alcunché da scrivere e riportare ai “traditional media“, ancora prima che lo facciano Bard, Chat GPT e Hal 9000 peraltro, anche Draymond Green non è immune da gaffe che se volessimo essere maliziosi e non lo saremo, definiremo “da dilettanti”.

Ospite del podcast del new mediallievo Patrick Beverley, nella giornata di martedì Green aveva spiegato il suo lato della celeberrima vicenda del pugno rifilato ormai quasi un anno fa in allenamento all’allora compagno di squadra Jordan Poole, e che aveva fatto il giro del web perché ripreso e messo in rete da un anonimo, sempre restato tale. La spiegazione di Dray, prendendo in prestito un’espressione idiomatica inglese? “Half-assed“, ovvero così così, una mezza verità.

Io non è che picchi la gente così… ovviamente ci siamo detti delle cose e non è che uno possa scattare così in un secondo per nulla. Ci sono cose che tra uomini, semplicemente non si dicono“.

Cosa avrebbe detto Poole di così insolente? Mistero, o privacy a preferenza. Sul fatto che il suo gesto violento non fosse stato punito all’epoca dagli Warriors, e che abbia (e ci mancherebbe pure) contribuito alla stagione… poco convinta? Soprattutto in trasferta dei campioni NBA in ex carica e al clima di inevitabile gelo tra i due giocatori, e da congiura del silenzio (vietato chiedere) attorno all’episodio? Mai una parola. Chi, parafrasando l’eccellente definizione della coppia Flavio Tranquillo e Federico Buffa, parla scherzando dell’ambiente Warriors come di “una Pyongyang” da cui nulla trapela, se non filtrato dalle alte sfere, non avrebbe potuto usare immagine migliore.

Dopo le parole di Draymond Green chez Pat Bev, a reagire è stato papà Poole, Anyhony, in soccorso del figlio che per il momento, da Washington, ha scelto il silenzio sulla vicenda. Poole senior ha attaccato Green via Twitter: “Lo dico qui, Jordan (Poole) era il suo rookie e Green mi ha evitato per tutto l’anno. La realtà è che è un debole (‘a soft as bitch’) e non si è mai scusato con me e con mia moglie. La smetta con queste cose e venga da me, io sono pronto a incontrarlo“.

Dopo la risposta di Poole padre, Draymond Green ha voluto replicare e già che c’era, da alfiere dei new media quale si ritiene, ha replicato a una dichiarazione niente meno che di Kevin Garnett. “Che carino…” così Green a Anthony Poole “E’ impossibile evitare qualcuno di proposito in un’arena per un anno intero, capo, io incontro sempre i miei nei locali preposti. E smettila di usare certe parole, che di solito non finisce bene tra uomini“.

Quindi la risposta a un account che riportava un virgolettato di Kevin Garnett, che recitava: “Green che dà un pugno a Poole è come un senior che a scuola picchia una matricola che è la metà di lui e che magari si atteggia un po’. Perché non ci hai provato con me Dray?“.

Ci ho provato eccome con te, KG” la risposta di Draymond Green “E tu hai iniziato a parlare da solo come se non fossi li con te. Com’era? La matricola che stuzziza un senior che è il doppio di lui?“.

Bella risposta, se non fosse che Garnett non ha mai detto nulla del genere e che l’account che l’aveva rilanciata fosse fake, un account farlocco del già di suo diversamente attendibile NBACentral. Accortosi della topica, Draymond Green ha cancellato il tweet ma troppo tardi per l’esercito di web-aggregatori. Stavolta l‘autoproclamatosi guru dei new media sulla via della verità senza i filtri dei media tradizionali inattendibili per definizione e con una lettera scarlatta in fronte, ha assaggiato un po’ della sua medicina. Possiamo però stare certi che neppure questo lo fermerà.

Alla prossima, Dray.

You may also like

Lascia un commento