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NCAA: è morto Bobby Knight, leggendario coach di Indiana

di Michele Gibin
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E’ morto all’età di 83 anni Bobby Knight, leggendario coach della Indiana University nella NCAA, vincitore di tre titoli e uno degli allenatori collegiali più celebrati e noti d’America, famoso anche per il suo carattere focoso e il temperamento forte.

Knight è morto a Bloomington, dove viveva, a casa sua e circondato dall’affetto dei suoi famigliari, la famiglia del coach ha diffuso un comunicato stampa per annunciare la sua scomparsa. Bobby Knight si era ritirato nel 2008 dopo 7 anni sulla panchina di Texas Tech.

Robert Montgomery Knight era nato il 25 ottobre 1940 a Orrville, Ohio, e la sua carriera da allenatore di basket era iniziata già subito dopo la fine della sua carriera al college a Ohio State, sulla panchina di Army nel 1963 come assistente. Due anni più tardi, nel 1965, Knight fu promosso a head coach dei Black Knights dove sarebbe rimasto fino al 1971.

Nel 1971 sarebbe iniziato il suo quasi trentennale “regno” a Indiana. Un regno da 662 partite vinte e 239 perse e 24 apparizioni al torneo NCAA con tre titoli nazionali vinti nel 1976, 1981 e 1987, e che gli sarebbe valso nel 1991 l’introduzione nella Naismith Basketball Hall of Fame. Oltre che allenare nella NCAA, Bobby Knight è stato head coach della nazionale USA nel 1979 ai giochi panamericani e nel 1984 alle Olimpiadi di Los Angeles, ai tempi in cui la NBA non mandava ancora i suoi giocatori. Un’edizione di Team USA diventata celebre per la partecipazione delle future star Chris Mullin, Sam Perkins, Patrick Ewing e soprattutto Michael Jordan.

Knight ha portato gli Hoosiers alle Final Four per 5 volte in 29 anni, e ha formato una serie lunghissima di futuri giocatori NBA e allenatori a Indiana, tra cui Isiah Thomas, George McGinnis, Mike Woodson, Keith Smart, Calbert Cheaney. Con gli Hoosiers, Bobby Knight ha vinto 11 titoli della Big Ten Conference, e con 902 vittorie in carriera in Division I è oggi il quinto allenatore più vincente della storia del college basketball, il suo record in carrieta è di 902 vittorie e 371 sconfitte.

Bobby Knight è diventato una leggenda del college basket anche per il suo noto caratteraccio e le scenate, con arbitri e con i suoi giocatori. Temperamento che gli ha causato negli anni anche problemi disciplinari e polemiche. Una delle sue scenate più celebri risale al 1985 quando durante una partita contro Purdue, per protestare contro gli arbitri che lo avevano sanzionato con un fallo tecnico, lanciò una sedia in campo, venendo ovviamente espulso.

La sua carriera a Indiana finì nel 2000, dopo la denuncia di un suo ex giocatore, Neil Reed, che lo aveva accusato di aver tentato di strangolarlo durante un diverbio in allenamento nel 1997. Dopo che il caso divenne di dominio pubblico, con tanto di video pubblicato dalla CNN, coach Knight fu licenziato. Knight tornò in panchina un anno dopo a Texas Tech, e in 7 anni avrebbe condotto i Red Raiders per 5 volte al torneo NCAA prima del suo ritiro nel 2008. Da allora fino al 2015, coach Knight avrebbe lavorato per ESPN come analyst e commentatore delle partite NCAA.

L’importanza di Bobby Knight nella pallacanestro collegiale USA è inestimabile. A Indiana soprattutto, Knight è stato un grande innovatore e perfezionatore della motion offense, sistema d’attacco predicato sulla circolazione di palla e sui blocchi lontano dal pallone, e sistema alla base di gran parte del basket moderno. La sua figura è stata il soggetto di libri, film e documentari sul college basketball, la sua lista di “Criticism and controversy” sulla pagina inglese di Wikipedia è lunga e dettagliata.

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