Home NBA, National Basketball AssociationNBA News James Harden, capitolo chiuso: le reazioni all’interno dei 76ers

James Harden, capitolo chiuso: le reazioni all’interno dei 76ers

di Mario Alberto Vasaturo

Si è concluso un capitolo molto lungo della storia dei Philadelphia 76ers, che prima con Ben Simmons e poi con James Harden, negli ultimi anni hanno dovuto pensare a molte questioni che andavano anche oltre il campo da gioco.

Il Barba e Philadelphia hanno trovato una soluzione ad un vero e proprio problema che rischiava di non far bene soprattutto alla società della Pennsylvania. Harden andrà così ad unirsi a Westbrook, Paul George e Kawhi Leonard nella sua città natale. Los Angeles, per provare, forse per l’ultima volta, a raggiungere quel titolo tanto cercato. Ai Clippers anche Pj Tucker e Filip Petrusev, da qualche ora ceduto ai Kings.

Ai 76ers vanno invece Nicolas Batum, Marcus Morris, Robert Convington, una prima scelta non protetta 2028, due seconde scelte future e uno swap.

La squadra di Nick Nurse ha così l’opportunità di concentrarsi davvero sul proprio percorso senza altre distrazioni e avrà finalmente l’occasione di dare a Tyrese Maxey lo spazio che merita e che ha conquistato in questi anni, pedina ormai fondamentale del presente e del futuro dei 76ers.

Maxey però è anche il giocatore che ha forse più sentito la partenza di Harden, in quanto lo considerava come un suo mentore:

Gli ho mandato un messaggio e gli ho detto che gli voglio bene, gli ho detto che lo stimo molto“, ha detto Maxey ai giornalisti martedì. “Una cosa che mi ha davvero trasmesso è la fiducia in sè stessi. Sono sempre stata una persona sicura di sè, ma lui mi ha reso ancora più fiduciosi nei miei mezzi di quanto già lo fossi. L’ho apprezzato molto per questo. Mi ha preso sotto la sua ala protettrice. Mi ha insegnato tante cose: come essere un professionista in questa Lega e come vanno le cose.” 

È sicuramente però più curioso sentire le risposte che ha invece dato il GM dei Sixer, Daryl Morey, che James Harden aveva definito “bugiardo” proprio questa estate, riguardo tutta questa faccenda e che proprio oggi è stato intervistato in conferenza stampa.

Su come si senta dopo che Harden lo abbia definito in quel modo:

“Penso che il tempo faccia guarire. Voleva essere scambiato e abbiamo fatto ciò che voleva. Ne ho parlato durante la conferenza stampa di apertura della stagione. Onestamente, penso che abbia scelto di gestire le cose in un modo in cui io non le avrei gestite. Potrebbe dire lo stesso di noi, dicendo che avremmo dovuto muoverci più velocemente o qualcosa del genere. […] Gli auguriamo ogni bene. Ho avuto un lungo rapporto con lui, come hai detto tu. Penso che questo sarà solo un inconveniente che non ricorderemo quando un giorno saremo all’introduzione di James Harden nella Hall of Fame. Ci sono sempre domande del tipo: “Come mi sento?”. Ma a chi importa, onestamente? I tifosi dovrebbero preoccuparsi di: vinciamo le partite? Siamo sulla buona strada per vincere un campionato? Non si tratta di me. Non dovrebbe mai riguardare nessuno del front office. Riguarda i giocatori, vincere le partite e vincere il titolo.”. 

Su quanto sia soddisfatto della trade:

È stato un ottimo affare. Ovviamente allora eravamo in una situazione difficile. E quando sei in una situazione così, vuoi continuare a darti la possibilità di vincere, proprio come ce l’ha data questo scambio. Ovviamente, questo è ancora da vedere, dovremmo sfruttare ciò che abbiamo ricevuto. Ma quando ti trovi in ​​una situazione difficile, spesso devi scommettere, giusto? E quella scommessa non sarà il massimo, perché stai uscendo da una situazione difficile. Questa scommessa, ho pensato, che fosse molto buona. Continuo a pensare che sia stata quella giusta. Devo concentrarmi su un obiettivo in questo lavoro: cos’è che ci dà le migliori possibilità di vincere il titolo? Devo tenere fuori tutto il resto. Altrimenti farei del male alla società, ai giocatori e ai nostri fan.”

Le cose, in sostanza, sembrano ormai far già parte del passato, con entrambe le parti che sicuramente non vogliono più pensarci, ma guardare avanti, per perseguire ognuna il propio obiettivo: vincere.

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