Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsAccoltellato in carcere Derek Chauvin, il poliziotto che uccise George Floyd nel 2020

Accoltellato in carcere Derek Chauvin, il poliziotto che uccise George Floyd nel 2020

di Michele Gibin
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L’ex poliziotto Derek Chauvin, condannato a 43 anni di carcere per l’omicidio nel maggio 2020 di George Floyd a Minneapolis, è stato accoltellato in prigione da un altro detenuto venerdì nella prigione federale di Tucson, AZ, e le sue condizioni sarebbero gravi.

Chauvin, 47 anni, era stato tra gli agenti intervenuti il 25 maggio 2020 per una chiamata d’intervento nei confronti di un sospettato, George Floyd, di aver spacciato una banconota falsa da 20 dollari. L’agente fu l’esecutore materiale dell’omicidio, Chauvin aveva soffocato Floyd con una manovra di sottomissione durante le fasi di arresto, tenendo il collo dell’uomo bloccato con il ginocchio e a terra a pancia in giù, impedendo a Floyd di respirare, per più di 9 minuti.

Derek Chauvin è stato condannato nell’agosto 2022 a 21 anni di reclusione per violazione dei diritti civili di George Floyd, e a 22 anni e mezzo di carcere per omicidio di secondo grado.

L’omicidio di George Floyd scatenò negli Stati Uniti nei giorni e settimane successive le proteste del movimento Black Lives Matter, e dei movimenti che chiedevano una riforma della polizia e la messa fuori legge delle manovre letali e l’uso della forza letale da parte delle forze dell’ordine. Una protesta che ha investito e impegnato a fondo anche il mondo dello sport e la NBA in particolare, che nel 2020 dopo la prima fase della pandemia da Covid e la sospensione della stagione a marzo, aveva deciso di riprendere a giocare a Orlando, Florida, nella ormai celeberrima “bolla” del parco di Disney World. I giocatori NBA chiesero e ottennero col supporto della lega, dei proprietari e del sindacato NBPA, di indossare a Orlando maglie con slogan di sostegno all’impegno civile di Black Lives Matter e di altre organizzazioni, e di sostenere fattivamente la loro opera con donazioni e impegni formali.

Radunati a Orlando per terminare la stagione, i giocatori NBA hanno sostenuto la causa di Black Lives Matter e sensibilizzato l’opinione pubblica verso le elezioni presidenziali del 2020, poi vinte da Joe Biden. A fine agosto 2020, gli atleti NBA organizzarono sempre a Orlando uno sciopero a seguito del ferimento a Kenosha, Wisconsin, dell’allora 29enne Jacob Blake colpito a bruciapelo da alcuni colpi d’arma da fuoco sparati da un agente di polizia durante un intervento. Nei giorni successivi all’episodio, i giocatori avrebbero minacciato anche di lasciare la bolla di Orlando e non completare la stagione, sciopero poi rientrato.

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