Kevin Durant aveva chiesto di non avere alcun video tributo per il suo ritorno da avversario a Brooklyn contro i Nets, ma lo ha avuto lo stesso prima della partita poi vinta per 136-120 dai suoi Phoenix Suns.
I Nets hanno scelto comunque di onorare i tre anni spesi da KD al Barclays Center, un atto quasi dovuto se hai avuto l’onore di schierare per tre stagioni uno dei migliori giocatori di sempre. I più maliziosi potrebbero vederci anche un’ultima parola di un’organizzazione, i Nets, che in quei tre anni ha cercato di soddisfare qualsiasi richiesta della loro superstar in termini di coaching staff (prima l’avvicendamento tra Kenny Atkinson e Steve Nash, poi la cacciata di Nash e la promozione di Jacque Vaughn) e comagni di squadra con Kyrie Irving e quindi con James Harden, e che ha scelto per una volta di andare contro al desiderio di un ex. E quindi ecco il tributo, e un’accoglienza tra applausi e fischi del pubblico di casa.
La partita l’hanno poi vinta i Suns, conta questo, e Durant ha segnato 33 punti. Phoenix ha messo la freccia a metà del terzo periodo e trovato l’ottava vittoria nelle ultime 9 partite giocate, Devin Booker ha segnato 22 punti e Jusuf Nurkic 25 punti con 11 rimbalzi e 6 assist.
“Il mio passato a Brooklyn è il passato, è andata come è andata“, ha detto Kevin Durant dopo la partita “Semplicemente non abbiamo avuto abbastanza tempo per concludere qualcosa, i ragazzi (Harden e Irving, ndr) hanno voluto prendere strade diverse. Ci abbiamo provato a salvare tutto e tenere tutto assieme, mi sembra di aver giocato per tre squadre diverse. Ma alla fine conta che io abbia passato un bel periodo, che mi sia divertito nel fare il mio lavoro, essere parte di una comunità“.
“Per me è stato anche un successo, il mio periodo qui. Sono diventato All-Star per 3 volte, tra i più votati. Abbiamo venduto tante magliette, ho fatto una stagione da 90-50-40, segnato 30 punti a partita, sono stato All-NBA. Questi sono successi personali, ma avere successo come squadra è una cosa diversa“.
“Il video? Non ha funzionato se volevano fermarmi…” ha chiosato Durant.
I Phoenix Suns hanno ora un record di 28 vittorie e 20 sconfitte e stanno recuperando terreno in classifica nella Westner Conference, sono “evasi” dalla zona play-in ai danni dei Dallas Mavs e con la squadra al completo hanno il potenziale per puntare alle prime quattro posizioni. Durant, Booker e Bradley Beal hanno giocato appena 17 partite assieme e solo da gennaio hanno trovato della continuità dopo i problemi fisici dei prime due mesi per D-Book e l’ex Wizards.
Dall’altra parte i Nets stanno disputando una stagione modesta, e hanno perso 13 delle ultime 18 partite giocate. Ben Simmons, appena rientrato dopo 38 partite di stop per infortunio, non ha giocato contro Phoenix per una botta al ginocchio rimediata nella partita precedente contro Utah.

