Dopo un intero mese di Marzo pieno di difficoltà e senza vittorie contro team con record superiore al 50%, i Raptors nella notte avevano assolutamente bisogno di dimostrare di essere ancora in grado di competere contro i team migliori della Lega, tornando ad essere la squadra sorprendente di inizio stagione che faceva paura a tutti. A dare un aiuto decisivo nel dimostrare all’intera NBA che i Raptors sono tutt’altro che morti ci ha pensato DeMar DeRozan, che nel match di stanotte contro i Rockets è letteralmente esploso per un career high che ricorderà a lungo: 42 punti, 11 rimbalzi e vittoria (99-96) contro uno dei team più caldi guidati dal rivale per eccellenza di Curry nella corsa al titolo di MVP, il James Harden.
La prova di DeRozan è stata decisiva per la vittoria, considerando l’assenza di Lowry per infortunio, gli altri soli 2 uomini in doppia cifra (Valanciunas 15 e Williams 13), e soprattutto la grande difesa su Harden: non ingannino i 31 punti del mancino di Houston, perchè la vita gli è stata resa a dir poco complicata dalla pressione di DeRozan, che lo ha costretto ad un misero 9/22 dal campo e a sudare più del dovuto per ogni singolo punto.
Come riportato da James Herbert di Cbssports.com, lo stesso coach di Toronto Dwane Casey ha parlato di “magnifico lavoro” a proposito della difesa di DeRozan. Certo è che la Houston affrontata era in back-to-back, senza Howard (ancora col freno a mano dopo il ritorno dal lungo infortunio), Beverley, Motiejunas, Jones e Papanikolau e con il rookie Clint Capela (solo 19 minuti in NBA) come unico cambio del lungo, Dorsey. Questo non sminuisce di molto la vittoria Raptors, considerato lo stato di forma del Barba e soprattutto l’assenza di Lowry, senza il quale anche i Playoff rischierebbero di diventare un tremendo incubo per la franchigia canadese.
Sul play. come riporta Josh Lewenberg di TSN, le notizie sono tutt’altro che incoraggianti, con lo stesso coach Casey ad ammettere: “Se stasera fosse stata una gara di playoff, Kyle non sarebbe stato in grado di giocare. Sente ancora molto dolore“. Ciò nonostante la vittoria di stanotte resta fondamentale e va presa come un segnale positivo di un roster che, seppur decimato, non vuole mollare di un millimetro. La buona notizia è che da qui a fine stagione i Raptors non affronteranno più team dal record vincente: una ghiotta chance per riprendere fiducia e cercare quantomeno di agguantare la terza piazza della Eastern che, ad oggi, garantirebbe uno scontro coi Bucks, sulla carta più abbordabili dei Wizards sicuramente.
Per Nbapassion
Luca Mazzella



