La stagione 2016/17 è stata senza dubbio la migliore nella carriera di Isaiah Thomas. Giocava per i Boston Celtics e in 76 partite giocate aveva registrato una media di 28.9 punti a partita, la terza miglior media punti nella storia dei Celtics in regular season, dopo Larry Bird (29.9 nella stagione 87/88) e Jayson Tatum (30.1 nella stagione 2022/23). Cifre che gli valsero anche la nomina all’interno del secondo miglior quintetto stagionale e la chiamata all’All-Star Game.
Tuttavia, in una recente intervista, Isaiah Thomas ha rivelato dei retroscena sull’infortunio all’anca che dovette affrontare durante i playoff, conquistati come prima testa di serie ad Est. A detta di Thomas, lo staff non lo aveva avvertito del fatto che l’infortunio potesse peggiorare, non avendogli spiegato bene quali fossero le sue reali condizioni. Ha anche affermato di essersi fatto diverse iniezioni durante quella postseason, addirittura tre per ogni round.
“La cosa che mi ha fatto più male è che non mi è stato spiegato nulla“, ha detto Thomas. “Se mi avessero detto: ‘La situazione può peggiorare, questo è ciò che hai’, allora sarebbe spettata a me la scelta. Ma non è successo nulla di tutto questo. Sono andato avanti dicendo: ‘Ok, ho una contusione ossea, posso risolverla come ho fatto per tutta la vita’. Mi hanno fatto un’iniezione per giocare la serie con i Wizards. Me le facevano tre volte ad ogni turno. L’ultima è stata poco prima di gara 7 della serie con i Wizards. Poi, in gara 2 della serie con Cleveland, andai contro un blocco che mi colpì dietro l’anca e mi sono detto: “Ma che diavolo?“.
Thomas ha continuato quindi a giocare fino a quando non si è riacutizzato l’infortunio all’anca in gara 2 delle Eastern Conference Finals del 2017, dovendo poi rimanere in panchina per il resto della serie. In 15 partite di quei playoff Thomas registró una media di 23,3 punti per gara. Per fare un confronto, Avery Bradley aveva la seconda miglior media della squadra con 16,7 punti a partita.
La piccola guardia ex Suns riuscì comunque a guidare i suoi compagni a raggiungere le finali della Eastern Conference per la prima volta dal 2012, quando Boston vantava un quartetto di stelle composto da Paul Pierce, Ray Allen, Kevin Garnett e Rajon Rondo.I playoff dei Celtics finirono proprio in quella finale di Conference contro i Cavaliers di LeBron James e Kyrie Irving, perdendo 1-4 la serie e venendo battuti per due volte in casa con uno scarto maggiore di 30 punti.

