Questa notte i Suns hanno battuto i Clippers 119-117 in casa, ma purtroppo si sta parlando poco del risultato e molto di ciò che è successo tra Kevin Durant e coach Mike Budenholzer. Secondo la reporter di campo Stephanie Ready, durante il primo quarto, Bud ha richiesto un time-out in seguito a una serie di “miscommunications” in attacco.
L’ex coach dei Bucks ha chiamato KD a sè, ma quest’ultimo si è divincolato, per poi rivolgersi stizzito verso l’allenatore. Non è successo niente di grave, è semplicemente stato un momento di tensione come se ne vedono migliaia a qualsiasi livello. Infatti, già a fine time-out, il 2 volte Finals MVP è tornato a parlare con Budenholzer in maniera più pacata e si è spento tutto.
Phoenix sta attraversando una stagione deludente, che li vede all’11esimo posto nella Western Conference, con un record di 29-33. Negli ultimi due anni la dirigenza ha puntato tutto su grandi nomi, come quello dello stesso Durant o quello di Bradley Beal, e ha fatto acquisti mirati a migliorare il roster nell’immediato. L’obiettivo dichiarato, quindi, è sempre stato quello di essere competitivi per il titolo, ma dopo un’uscita al primo turno l’anno scorso e un record negativo quest’anno, siamo in odore della parola con la F che tanto piace a Giannis.
Quando si vedono scene di questo tipo, in cui le due maggiori personalità della squadra si scontrano, è facile associare la lite all’insuccesso della squadra. In effetti i Suns hanno una quantità di talento a roster tale da rendere ingiustificabili tutte queste sconfitte in regular season. Allora andiamo a pensare che ci sia qualcosa nel dietro le quinte che non conosciamo e, appena ne abbiamo una prova, ci lanciamo in facili conclusioni. A questo si può aggiungere lo storico di KD, che non è certo noto per essere accomodante coi propri allenatori, vedi tutta l’esperienza a Brooklyn.
Durant e Budenholzer però ci hanno tenuto a smorzare le chiacchiere dei tifosi sul nascere. A detta loro questo battibecco è la prova di quanto ci tengano a vincere, quindi proverebbe il contrario di ciò che abbiamo detto poc’anzi.
Queste le parole di KD: “Siamo competitivi e vogliamo vedere le cose fatte bene. A volte la vediamo in maniera differente, ma lui comunque mi dà voce, in quanto giocatore e veterano. Se non ci importasse, non sarebbe successo nulla del genere.” – ha poi aggiunto – “Sono contento che la vittoria farà passare questa roba in secondo piano. La gente, compresa quella di Phoenix, non aspettava altro che dire che questa è la ragione per cui la squadra gioca male.”
Budenholzer si è accodato a Durant: “Io e lui siamo come vecchi amici ogni volta che parliamo tra di noi. Penso che la sua voce e la sua energia questa notte siano state grandiose. Riguardo a quelle azioni offensive, io volevo una certa cosa, lui ne voleva un’altra. E’ il bello del basket.” Infine di nuovo Durant ha concluso: “Spero montino e rallentino il video quando io e lui proviamo a trovare una soluzione insieme e sorridiamo, ci battiamo il cinque e ci tiriamo una pacca sul petto.”
Potrebbe essere ingenua, ma la mia opinione è che KD e Bud dicano il vero. Sembra che lo screzio sia rimasto sul contenuto della discussione e che avesse lo scopo di risolvere una situazione contingente, non di bisticciare come due primedonne. Da sottolineare la calma dell’ex Bucks, che non ha cercato lo scontro, bensì ha compreso l’adrenalina e l’agonismo del giocatore e ha restituito una reazione calma al suo nervosismo.
Phoenix ha qualcosa di più importante a cui pensare
Per i Suns non è un buon momento per pensare ai litigi interni, ma piuttosto bisognerebbe pensare al fatto che si è riaperta la corsa ai play-in. Ieri Kyrie Irving ha subito un infortunio che lo terrà fuori fino a fine stagione. Dallas occupa attualmente la decima posizione della Conference e si trova a sole 3 vittorie di vantaggio rispetto a Phoenix. Verosimilmente i Mavs avranno un ulteriore declino in quest’ultima parte di stagione, visto e considerato che hanno 4 titolari infortunati. I Suns ne devono approfittare per sfilargli l’ultimo posto valido per la post season.
Arrivare ai play-in dovrebbe essere un’onta per una squadra con Booker, Beal e Durant e invece è diventato l’obiettivo da raggiungere. Stanotte Durant ha dimostrato di aver capito che c’è questa urgenza di vincere e ha chiuso la partita con 34 punti, 7 rimbalzi e 4 assist a referto.
La speranza di raggiungere i play-in è concreta, ma non possono più sbagliare. 20 partite al termine, 3 vittorie da recuperare e prestare attenzione ai sorprendenti Trail Blazers, che sono a una sola vittoria in meno.

