I Golden State Warriors avrebbero fatto a Jonathan Kuminga un’ultima offerta per un rinnovo di contratto, da tre anni e 75 milioni complessivi di cui solo i primi due anni garantiti, per il giocatore restricted free agent.
Offerta che ricalca nell’importo quelle che Golden State avrebbe già proposto a Kuminga, con l’eccezione di un anno extra. E un’offerta che come le precedenti è architettata per tenere gli Warriors al di sotto del second tax apron e – de facto – per essere rifiutata. Gli Warriors non hanno alcun interesse particolare per trattenere il loro giocatore a tutti i costi e vedono perlopiù Kuminga come una buona pedina di scambio in futuro sul mercato.
Sebbene lontana dai desideri del giocatore, l’ultima offerta degli Warriors per Kuminga ricalca per le cifre quella che i Chicago Bulls hanno allungato a Josh Giddey, altro grande restricted free agent di questa off-season. Per l’ex OKC un quadriennale da circa 100 milioni di dollari ma con più garanzie.
Gli Warriors si sono incontrati ancora nei giorni scorsi con Jonathan Kuminga e il suo agente per formulare quest’ultima proposta, e come riportato da ESPN alla domanda del presidente della squadra Joe Lacob se il giocatore “volesse davvero restare a Golden State“, Kuminga avrebbe risposto “Mi avete mai davvero voluto?“. Il problema per Kuminga è che il mercato dei free agent è ormai spento, le uniche squadre con dello spazio salariale ancora da sfruttare sarebbero i Brooklyn Nets, gli Utah Jazz e in talune confizioni i Sacramento Kings, che sono gli unici che nelle passate settimane avevano tentato un approccio, senza troppa convinzione, assieme ai Phoenix Suns. Le offerte di trade non avevano però entusiasmato Golden State e non se n’è fatto nulla.
In una condizione simile un altro restricted free agent di calibro come Cam Thomas ha finito per accettare a Brooklyn la sola qualifying offer annuale, che gli consentirà tra un anno di diventare free agent senza alcuna restrizione. Soluzione che per i Golden State Warriors non sarebbe però ideale perché significherebbe tenersi in casa per un anno intero un giocatore scontento e senza la possibilità di cederlo via trade per via delle regole salariali.
Jonathan Kuminga non ha mai convinto appieno coach Steve Kerr che è sempre stato riluttante a puntare su di lui. Dopo l’arrivo di Jimmy Butler via trade lo scorso febbraio, e anche a causa di un infortunio, Kuminga aveva perso prima il posto da titolare e quindi minuti in rotazione, anche ai playoffs. Un rapporto tecnico ormai veramente difficile da recuperare.
Gli Warriors hanno scelto Jonathan Kuminga al draft NBA 2021 con la settima chiamata assoluta, una scelta sbagliata col senno di poi considerando che alla chiamata successiva gli Orlando Magic hanno puntato su Franz Wagner, oggi All-Star NBA e campione del mondo e d’europa con la Germania. Non l’unica scelta sbagliata di Golden State che al draft 2020 puntarono su James Wiseman con la seconda chiamata assoluta in un draft in cui – sempre col senno di poi – giocatori come Tyrese Haliburton, Tyrese Maxey, LaMelo Ball e Deni Avdija venivano scelti più indietro.

