Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiJarred Dwayne Shaw, da 5 mesi detenuto in Indonesia: “Mi fanno passare per un trafficante di droga, rischio la pena di morte”

Jarred Dwayne Shaw, da 5 mesi detenuto in Indonesia: “Mi fanno passare per un trafficante di droga, rischio la pena di morte”

di Carmen Apadula

Era il mese di maggio quando Jarred Dwayne Shaw è sceso nell’atrio del suo condominio. Lo ha fatto per ritirare un pacco contenente delle caramelle gommose alla cannabis, importate illegalmente. E, mentre glielo consegnavano, pensava semplicemente che fosse arrivato il solito medicinale che usava per alleviare la sua malattia.

Era così. Ma, con il corriere, c’erano anche 10 agenti di polizia in borghese.

Shaw è stato arrestato il 7 maggio, dopo che la polizia ha perquisito il suo appartamento nella reggenza di Tangerang, appena fuori da Giacarta (Indonesia), e ha sequestrato 132 confezioni di caramelle alla cannabis. L’accusa è quella di aver tentato di introdurre illegalmente droga nel Paese.

L’arresto è avvenuto in seguito a una segnalazione della dogana dell’aeroporto, che ha riferito che Shaw aveva ricevuto un pacco sospetto proveniente dalla Thailandia.

La cannabis è depenalizzata in Thailandia, dal novembre 2024. L’Indonesia, invece, ha leggi estremamente severe in materia di droga. L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine afferma che il Paese è un importante centro di traffico di droga nonostante abbia alcune delle leggi più severe al mondo, soprattutto perché le organizzazioni internazionali del traffico di droga prendono di mira la popolazione giovane.

Secondo i dati del Ministero dell’Immigrazione e delle Carceri, circa 530 persone sono nel braccio della morte per reati legati alla droga, tra cui 96 stranieri. Le ultime esecuzioni avvenute in Indonesia, sono state effettuate nel luglio 2016.

In base alle leggi antidroga del Paese, Shaw rischia l’ergastolo o la pena di morte se ritenuto colpevole. Attualmente è in custodia cautelare ed è stato squalificato a vita dall’IBL.

“Non tolleriamo giocatori, amministratori o chiunque nel settore che sia coinvolto nel traffico di droga. Non c’è posto per i tossicodipendenti nel mondo del basket” ha detto il presidente Budisatrio Djiwandono.

Secondo Ronald Sipayung, capo della polizia dell’aeroporto Soekarno-Hatta, il cestista avrebbe affermato durante l’interrogatorio che le caramelle avessero un peso lordo totale di 869 grammi, e che voleva condividerle con i suoi compagni di squadra.

“Stiamo ancora conducendo le indagini per scoprire la rete internazionale di traffico di droga dietro questo caso e fermarne la distribuzione” ha detto Sipayung.

Shaw non ha avuto modo di rilasciare alcuna dichiarazione pubblica, neanche quando è stato portato dalle autorità in conferenza stampa mercoledì. Quando è apparso in pubblico, indossava una maglietta arancione da detenuto e una maschera. Aveva anche le mani legate. Non è ancora apparso neanche in tribunale, nonostante siano già 5 mesi che è stato arrestato.

Ma alcuni portavoce del The Guardian hanno avuto modo di mettersi in contatto con lui, per telefono, per dargli modo di parlare liberamente. 

Shaw ha sostenuto più volte che la cannabis lo aiuta ad alleviare l’ansia e la depressione, oltre all’insonnia e al dolore causatogli dal morbo di Crohn. Durante la pausa stagionale, Shaw vive in Thailandia, dove la cannabis è soggetta a leggi più liberali. Dice di aver sopportato il dolore e di aver fatto a meno della cannabis nelle precedenti stagioni giocate in Indonesia, ma afferma che svariati motivi di salute lo abbiano spinto a importare la fornitura intercettata, pari a 132 caramelle gommose, quest’anno.

La potenziale efficacia della cannabis sul morbo di Crohn è ancora poco studiata ma, a settembre, la rivista Nature Medicine ha pubblicato un articolo su uno studio, secondo cui la cannabis possa alleviare il mal di schiena cronico senza effetti collaterali gravi. Il tutto, nello stesso periodo in cui il presidente americano Donald Trump elogiava i benefici dei farmaci a base di cannabis.

“Non la uso per divertirmi e andare alle feste” dice Shaw. “Con i miei problemi di stomaco, a volte faccio fatica a trattenere il cibo o ad andare in bagno. Mi aiuta solo ad alleviare un po’ il dolore. Uso la cannabis come medicina. Ho una malattia infiammatoria, il morbo di Crohn, che è incurabile. Non c’è nessun altro medicinale oltre alla cannabis che mi allevia il mal di stomaco. Ho commesso uno stupido errore. Ma quell’errore non dovrebbe giustificare la pena di morte o una lunga pena detentiva. Ci sono persone che mi dicono che sto per passare il resto della mia vita in prigione per questo. Non ho mai vissuto nulla di simile. Sono stato accusato per quasi un chilo. Non avevo nulla di simile. Mi stanno facendo passare per un grande trafficante di droga. Perché avrei dovuto portare qui le caramelle per venderle? Erano per uso personale”.

Nei primi due mesi dopo il suo arresto, Shaw ha vissuto il momento più buio della sua vita, trovandosi in uno stato mentale davvero cupo. Ma, grazie alla preghiera e alla sua fede, oltre che all’accesso alla palestra della prigione, sta ricominciando a sentirsi se stesso, anche se condivide una cella angusta con una dozzina di uomini.

Il cestista sta ora raccogliendo fondi per coprire le sue crescenti spese legali.

“Jarred è sempre stato una delle persone più generose e altruiste che si potesse incontrare” ha scritto la sua amica Bree Petruzio, sulla pagina dedicata alla raccolta fondi per Shaw. “Ha commesso un errore. Ma non credo che quell’errore debba costargli tutto il suo futuro”.

Donte West, assistente legale presso la Last Prisoner Project (LPP), si sta occupando del caso e ha dichiarato: “La cannabis non può uccidere, ma possederla sì. Dobbiamo attirare quanta più attenzione possibile su questo caso, nella speranza che una risoluzione positiva costituisca un precedente significativo. Mi impegnerò affinché Jarred possa tornare a casa da sua madre”.

Stephanie Shepard, direttrice dell’ufficio advocacy del LPP, si batte da anni per il rilascio delle persone incarcerate per reati legati alla cannabis e ha dichiarato: “Il caso di Jarred non è un incidente isolato. In tutto il mondo, ci sono persone che scontano pene estreme per reati non violenti legati alla cannabis, che non rappresentano alcuna minaccia per la sicurezza pubblica. Anche negli Stati Uniti, decine di migliaia di persone rimangono incarcerate per reati del genere, nonostante la legalizzazione a scopo ricreativo in quasi la metà degli Stati e l’approvazione a scopo medico in tutti tranne due. Queste punizioni sono contrarie agli standard internazionali in materia di diritti umani”.

Non a caso, sono vari i parallelismi tra il caso di Shaw e quello di Brittney Griner. Anche per quanto riguarda la violenza con cui il cestista è stato condotto in carcere. Un video, che da un po’ circola sui social media, mostra Shaw con indosso una maglietta nera e dei pantaloncini, che oppone resistenza e grida aiuto mentre la polizia lo porta via. La Griner è stata poi rilasciata nell’ambito di uno scambio di prigionieri che ha coinvolto un trafficante d’armi russo. Ma ci sarà lo stesso lieto fine anche per Shaw

L’ambasciata degli Stati Uniti a Giacarta afferma di essere a conoscenza del caso, ma non ha rilasciato commenti. Neanche la polizia nazionale indonesiana ha risposto alla richiesta di commentare questa vicenda.

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