Dopo la solita interminabile stagione, siamo finalmente giunti al momento più atteso da tutti gli appassionati di basket firmato USA: i playoff NBA.
Al termine delle prime otto gare della post season, proviamo a fare un punto e ad azzardare qualche previsione.
Sulla costa est la situazione, per lo meno per quanto riguarda il primo turno, sembra abbastanza scontata in almeno tre delle quattro serie: Cleveland dovrebbe spazzare via agilmente Boston, Chicago non sembra impensierita da Milwaukee e Atlanta ha giocato una pallacanestro spaziale per tutto l’anno a differenza di Brooklyn che ha lasciato spesso a desiderare.
Ciononostante attenzione a dare per scontati dei 4-0 senza possibilità di scampo.
Brooklyn può dare dei problemi agli Hawks sotto canestro con la stazza di Lopez e ha giocatori importanti come Deron Williams e Joe Johnson che non andrebbero mai sottovalutati. Come si è visto questa notte non sembra di certo disposta a fare da vittima
sacrificale, anche se Atlanta ha dimostrato di essere molto più concreta.
I Bucks hanno molti giovani talenti e non hanno nulla da perdere, sono fisicamente mostruosi e possono giocare sull’entusiasmo mettendo in campo tanta, tantissima energia, Bulls avvertiti.
I Celtics sembrano oggettivamente di fronte ad un’impresa titanica, tuttavia hanno un ottimo allenatore in Brad Stevens, che, come ha mostrato nei primi due episodi della serie, non rinuncia mai ad allenare la partita e potrebbero trarre vantaggio dalle troppe
distrazioni difensive dei Cavs, che già in gara 1 hanno concesso cento punti in maniera troppo agile.
La serie di più combattuta di questo primo turno ad est sembrerebbe Toronto-Washington. Nella capitale sembra esserci più talento nel quintetto base e forse un pizzico in più di esperienza con i vari Pierce, Nené e compagnia. In Canada però ci sono
molti punti in uscita dalla panchina, specialmente con Lou Williams, già sesto uomo dell’anno, e l’ambiente è veramente di quelli roventi all’Air Canada Centre. Fino ad ora le prime due gare hanno smentito i pronostici con un secco 2-0 Wizards per giunta fuori casa, tuttavia non si è vista tutta questa superiorità da parte dei ragazzi di Washington. In gara 3 si decide tutto.
La vera attesa ad est è ovviamente per la probabile semifinale, dalla quale, parere personalissimo, scaturirà la vincitrice di Conference: Cleveland-Chicago.
Sulla carta si può vedere una serie lunga all’orizzonte: da un lato c’è un attacco che ne può mettere 120 tutte le partite, dall’altro il migliore allenatore difensivo della lega, solo questo può bastare per capire che serie fantastica potrebbe essere.
Provando a leggere un po’ tra le righe e ad indovinare una previsione probabilmente i Cavs partono leggermente favoriti, non tanto e non solo per il fattore campo, ma più che altro per il fattore LeBron James, quattro finali negli ultimi quattro anni non si fanno per
caso.
Nonostante il fattore King, Cleveland questa serie la può vincere solo in difesa, se riuscisse a proporre una difesa quanto meno sufficiente, cosa che quest’anno è accaduta pochissime volte, potrebbe portare a casa la serie, occhi puntati su Love.
Oltre a quanto detto da gennaio in avanti Cleveland è una delle squadre con il record migliore della lega e sembra aver finalmente trovato la quadratura del cerchio.
Dal canto suo Chicago è una corazzata: ha il reparto lunghi migliore della lega (in comproprietà con Memphis), ha esperienza a questo livello al contrario dei vari Irving, Love e co., ha un generale in panchina e un ex MVP il tutto senza contare Butler che vedremo a uomo su LBJ per tutta la serie e che ha già dimostrato di poter essere un fattore in entrambe le metà campo. Tutto questo è condito da un carattere di squadra semplicemente spaventoso. Serie oggettivamente indecifrabile, si deciderà sui singoli episodi.
Vanno però tenute in considerazioni le difficoltà che sta affrontando Chicago, non più così scintillante in difesa come negli anni passati.
Nella parte superiore del tabellone, secondo le previsioni, dovrebbero affrontarsi Atlanta e Washington. Difficile fare previsioni su questa eventuale semifinale; la pancia e la presenza di coach Mike Budenholzer dicono Atlanta. Il coach degli Hawks è stato 19 anni alla corte di Pop, e si vede. Da poco premiato come Coach of the year ha dimostrato che un gruppo senza la superstar di riferimento può fare 60 vittorie in stagione e aspirare legittimamente al titolo, sogno del grande George Karl.
La chiave della serie potrebbe essere il modo in cui riusciranno a far viaggiare la palla i ragazzi della Georgia: se vedremo le azioni sotto gli 8/9 secondi che hanno fatto per tutto l’anno, addio Wizards, non c’è un singolo modo per difenderli, devi solo sperare che sbaglino.
Washington dal canto suo deve provare ad imporre la sua maggiore fisicità, soprattutto con John Wall, e sfruttare i suoi pick n’ roll con Nené e Gortat. Avere sul perimetro Beal e Pierce tende ad aprire il campo!
Secondo queste fanta previsioni la finale dell’est dovrebbe quindi essere Atlanta-Cleveland. Difficile azzardare un andamento della serie perché ci saranno continui adattamenti difensivi ed offensivi, la solita partita a scacchi insomma. Cleveland partirebbe ovviamente da favorita visto il pedigree dei sui giocatori, ma naturalmente tutte queste sono solo parole, saranno i campi a parlare.
Passando a dare uno sguardo ai playoff della costa ovest, ci si rende conto che si tratta di una vera e propria giungla. Dalla prima alla settima possono arrivare tutti in fondo, tutti. Basti pensare che, dopo l’ira di dio che ha scatenato, Westbrook è rimasto escluso dai playoff, per capire a che livello di pallacanestro siamo (si, Westbrook è rimasto escluso, non OKC).

Anthony Davis è solamente il quarto giocatore di sempre che riesce a siglare 35+ punti e 5+ rimbalzi al suo esordio nei Playoffs
L’unica serie di primo turno già decisa è quella tra i Pelicans e Golden State. Nonostante Davis sia un alieno, con un debutto da 35 punti, i ragazzi della baia sembrano oggettivamente in missione. In questo caso si può legittimamente pensare che le sweep ci
stia tutto; 4-0 e si vola in semifinale.
Per quanto riguarda tutte le altre serie, ogni singola parola spesa è pura speculazione: probabilmente si andrà verso tre 4-3, probabilmente vedremo molti overtime, probabilmente lo scarto finale tra le squadre sarà molto basso, ma dire a favore di chi è
davvero difficile.
Memphis e Portland sono due ottime squadre, ma, sfortunatamente per i ragazzi dell’Oregon, l’infortunio di Wes Matthews peserà molto e per questo motivo sono avvantaggiati i Grizzlies. Lillard e Aldridge sono bruttissimi clienti, soprattutto quando la partita è tirata, Batum sa essere devastante e i giocatori di contorno sono nettamente migliorati rispetto agli scorsi anni, ma la solidità e l’esperienza dei Grizzlies ha portato Memphis a due vittorie che lasciano poco spazio alle speranze di Portland.
Houston dovrebbe essere superiore a Dallas, almeno per quanto si è visto in regular season. Con un Harden da potenziale MVP in campo tutti devono temerli. I Mavs dal canto loro hanno un genio della pallacanestro offensiva in panchina, grandi giocatori in campo e viaggiano sotto traccia dato che tutti li danno per spacciati. Si fa fatica a vedere una squadra con quel talento offensivo già eliminata dai playoff, ma questo Harden non si ferma facilmente e le assenze di Rondo e Parsons sono due bruttissimi colpi per Dallas: per ora siamo 2-0 senza particolari sorprese, gara 3 già decisiva per i Mavs.

Doppio traguardo nella notte per Duncan: 5,000 punti in carriera e 100esima doppia-doppia da 25+ punti 10+ rimbalzi nei Playoffs
La serie più incerta ad ovest pare quella tra gli eterni San Antonio Spurs e i LA Clippers.
Dopo la prima vittoria casalinga dei Clippers, in molti hanno ridimensionato le proprie aspettative sugli Spurs che erano già dati come futuri finalisti per il terzo anno consecutivo, ma gli uomini di Popovich, guidati dall’immenso Tim Duncan, hanno mostrato chiaramente in gara-2 che la strada di LA non sarà per nulla semplice.
La serie si preannuncia molto spettacolare e soprattutto molto lunga. Gli speroni sono stati dati per finiti troppe volte per commettere ancora questo errore, e i californiani devono
ancora dimostrare di essere un gruppo che può legittimamente aspirare a vincere: quale modo migliore che battere i campioni in carica?
Con un CP3 da favola come quello che si è visto in gara 1 non ci sono limiti per i Clips, tuttavia un 4-3 per gli Spurs che provano l’ultimo tango non è fantascienza.
Se tutte queste previsioni dovessero andare a buon fine, cosa molto difficile, ci troveremmo in semifinale con Golden State vs Memphis e Houston vs San Antonio, si è visto di peggio.
La prima delle due semifinali mi sembra leggermente orientata verso i ragazzi di coach Kerr, i gemelli del gol che stanno dietro la linea da tre punti fanno paura, e non solo per le triple: Thompson è un giocatore completo, grande difensore, ha ottime letture e a tempo
perso ne mette 37 in un quarto. Curry è un fenomeno, probabilmente sarà l’MVP della regular season e oltre ad essere praticamente immarcabile se provate e raddoppiarlo da via delle gemme da appoggiare direttamente nel canestro. A tutto questo vanno aggiunti i vari Draymond Green, segreto di pulcinella del successo Warriors, Igoudala leader silenzioso, Bogut che domina in difesa, e poi i vari Barnes, Lee, Barbosa e chi più ne ha più ne metta. Oggettivamente sembrano più che una squadra un cubo di Rubik.
Nella parte bassa del tabellone è difficile esprimersi, anche perché le probabilità che non ci siano Rockets e Spurs sono altissime, ma nel caso in cui si incontrassero effettivamente queste due squadre vedo ancora leggermente favoriti gli Spurs.
Questi ragionamenti ci portano verso una potenziale finale, sicuramente allettante, ma non mi stupirei assolutamente di ritrovarmi a fine maggio con una finale Memphis- Clippers/Houston. Come detto molte volte ormai, ad ovest nulla è certo e tutti dovranno sudarsi l’accesso alle finals, ed è proprio questo il motivo per cui i playoff di quest’anno si preannunciano come assolutamente imperdibili.
Attenzione a non dare troppo per scontata una vittoria dell’ovest in finale, perché le energie, fisiche e mentali, spese per arrivare alle finals saranno sicuramente un fattore incisivo, rispetto alle squadre dell’est, che sicuramente arriveranno più fresche e in ogni caso da underdog.
Spese tutte queste parole non mi resta altro da fare che augurare a tutti voi una buona visione, con una sola certezza: sarà uno spettacolo.
Per nbapassion.com,
Gainmarco Bonfiglio

