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NBA Playoff 2015, lavagna tattica: Spurs @ Clippers gara 1 e 2

di Gabriel Greotti

Al via anche la serie dei playoff 2015 tra Spurs e Clippers, le cui prime due gare vanno in scena allo Staples Center di Los Angeles, alla luce del fattore campo in favore dei Clippers che hanno ottenuto un record di squadra migliore in regular season. La serie è in perfetta parità tra le due franchigie, con il computo delle partite che è sull’1-1 dopo due gare dai volti totalmente diversi: la franchigia di Doc Rivers vince gara 1 contro l’armata guidata da coach Gregg Popovich, gli Spurs campioni NBA in carica, i quali si rifanno in gara 2 portando in perfetta parità la serie.

Nel giorno in cui Tim Duncan entra nel club riservato ai giocatori che hanno segnato 5.000 punti, i San Antonio Spurs perdono gara 1 contro i Clippers: la principale causa della sconfitta dei texani è da ricercare in un Chris Paul lucido in regia in grado di saper mettere in ritmo i compagni. Il pick’n roll Paul – Jordan è l’arma che ha scardinato più e più volte la difesa Spurs, che sceglie di non raddoppiare quasi mai il portatore di palla e lascia sguarnito il pitturato, dove DeAndre Jordan è libero di scorrazzare a proprio piacimento e mettere molti punti in cascina. Il centro losangelino è un fattore anche in difesa, infatti protegge molto bene l’area verniciata dalle penetrazioni in palleggio del back court avversario, ma si rende protagonista di alcune belle stoppate anche sui lunghi avversari nelle battute iniziali della gara.

Il matchup che più indirizza il primo tempo in favore dei Clippers è quello tra Griffin e Splitter: la power forward dei Clippers è decisamente più atletica dell’avversario, ed il solo Splitter fatica a contenerne gli attacchi in post basso, gli aiuti a centro area della difesa Spurs sono spesso in ritardo e ne deriva una situazione favorevole ai Clippers, con Griffin che è libero di scaricare per una tripla sugli esterni oppure di prendere un fallo e andare ai tiri liberi. Questo non è però l’unico limite della difesa Spurs: Parker è spesso impegnato ad accorciare in difesa in aiuto di un compagno ed arriva sempre in ritardo su Paul, che può tranquillamente decidere se tirare ed andare a bersaglio o servire un compagno per un canestro altrettanto facile. L’unico a tenere in corsa San Antonio nel primo tempo è l’eterno Duncan, che nel duello con Jordan può vantare, nonostante l’età, una maggiore agilità nei movimenti e la sfrutta a suo favore battendo sul tempo il centro dei Clippers per andare a canestro e ottenere qualche potenziale gioco da 3 punti. Il secondo tempo è la fotocopia del primo, coi Clippers che scavano un vantaggio incolmabile per Parker e compagni, mettendo in cascina la prima gara. L’unico tema tattico da segnalare nella seconda metà gara è la maggior libertà per gli Spurs di colpire con i proprio tiratori da oltre l’arco: i Clippers chiudono l’area e lasciano sguarnito l’arco, permettendo quindi agli Spurs di ricucire di qualche punto, sebbene il gap resti incolmabile.

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Gara 2 è dal volto totalmente diverso, stavolta è il pick and roll tra Parker e Duncan a farla da padrone, con Duncan che insiste ad accoppiarsi con Jordan in attacco, il quale non riesce a tenerlo avendo dei piedi meno rapidi e meno movimenti in post basso, e quasi ogni volta che il veterano nativo di Saint Croix va in post contro il centro dei Clippers sono 2 punti per gli Spurs, talvolta accompagnati dal libero supplementare. Altro tema tattico che balza subito all’occhio nella seconda gara, sono i numerosi cambi difensivi provocati dall’attacco degli Spurs che costringe spesso un lungo ad andare a difendere su un piccolo, Parker o Ginobili in particolare: anche qui spesso la scelta si trasforma in un canestro facile o in un gioco da 3 punti dettato dalla differenza di velocità in favore del giocatore che attacca per gli Spurs. In difesa, d’altro canto, gli Spurs badano a coprire meglio il pitturato ma soffrono molto lo strapotere fisico di Blake Griffin e DeAndre Jordan, i quali, in particolare nel primo tempo, non vengono mai raddoppiati e lasciati in post contro Diaw, che certo non può competere con i primi due a livello di atletismo e stazza fisica. Quando gli Spurs provano a coprire meglio l’area verniciata però, ecco subito Paul e Redick pronti a punire i campioni in carica da oltre l’arco dei tre punti.

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Nel secondo tempo i temi tattici non cambiano particolarmente, da segnalare i continui raddoppi su Griffin portati in particolare da Tony Parker, che apre così la possibilità ad una tripla per Chris Paul o JJ Redick. Con Belinelli in campo per gli Spurs, inoltre, il matchup per la franchigia guidata da coach Pop diventa svantaggioso: Paul riesce ad avere più libertà offensiva grazie al maggior atletismo, così da recuperare qualche punto nel terzo quarto e rendere la gara piacevole sino al termine. Patty Mills e Danny Green approfittano però delle marcature ritardatarie dei Clippers per bombardare i padroni di casa da 3 punti, Duncan insiste ancora su Jordan in post e la gara così volge definitivamente a vantaggio degli Spurs dopo il primo over time.

Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)

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