Chi pensava o si aspettava una partita facile e scontata per la Reyer si sbagliava. Roseto ha fatto tremare la corazzata oro-granata per 40′, tenendo la testa dell’incontro saldamente e con enorme qualità per poco più di 20′, reagendo – poi – nelle difficoltà e rientrando nel match dopo essere precipitata a -13 di fronte alla reazione veemente di Santucci e compagne. Una sfida bellissima, decisa sostanzialmente negli ultimi 60 secondi da una serie di canestri di una Holmes dominante e debordante per qualità e fisicità. Ma attenzione, perché le Panthers sono squadra vera e forte.
Mantiene a fatica il fattore campo la squadra di Mazzon, che con San Martino aveva vissuto una serie decisamente molto più agevole. Una serie quella con Roseto che è apertissima, con la squadra abruzzese uscita tra gli applausi del pubblico di fede reyerina in G1. Finisce 78-75 per la Reyer, che ne ha 19 con 8 rimbalzi e 4 assist da Holmes, 16 da Charles, 12 da Cubaj e 10 da Dojkic. In casa rosetana 22 con 10 rimbalzi di una super Ustby, 17 con 7 rimbalzi di Verlasevic e 16 di una Beatrice Caloro determinante e onnipresente.
La Reyer batte a fatica una grande Roseto in G1
Una cosa è certa: Roseto non è venuta a fare la vittima sacrificale in questa semifinale scudetto di fronte alla corazzata Reyer. La squadra di coach Righi ha disputato una partita di enorme qualità, presenza fisica, applicazione e determinazione di fronte ai 2700 del Taliercio, venendo punita nel finale dalla lucidità oro-granata. Una sfida davvero bellissima, avvincente, con una pallacanestro piacevole: di certo agli appassionati non può non esser piaciuta! Tantissimo merito delle Panthers abruzzesi, che hanno dominato il primo tempo con qualità.
Venire in laguna e realizzare 45 punti in 20′ non è roba da tutti, anzi. Roseto nel primo tempo ha messo in crisi una difesa della Reyer apparsa compassata, distratta e non con la giusta carica emotiva: tutte cose che non ci si può permettere soprattutto contro una squadra libera mentalmente e con un talento offensivo di quella portata. In tutto questo c’è assolutamente demerito delle lagunari, ma la pallacanestro messa in campo dalle rosetane è di altissimo profilo. Un gioco dinamico, fluido, ad alti ritmi, punendo nei primi secondi: davvero applausi.
Da par suo la Reyer ci mette 20′ prima di alzare i giri del motore, ma quando lo fa si vedono gli effetti: una sola tripla contro le 7 del primo tempo concesse a Roseto, frutto di una difesa asfissiante e molto più attenta in ogni dettaglio, 2 rimbalzi offensivi concessi nella ripresa sugli 11 complessivi. Una fisicità e reattività diverse, che hanno portato a tanti recuperi e tanta energia, il tutto tramutato in un break di 30-10 in 12′ che ha dato il là a rimonta e fuga con Charles, Cubaj, Villa e Holmes a determinare. Il problema è che poi sul +13 Venezia si è rilassata ed è stata ripresa con uno 0-13: grande merito delle ragazze terribili di coach Righi, che ci hanno creduto sempre.
Il finale punto a punto premia la determinazione lagunare, brava a punire negli 1vs1 e chirurgica dalla linea della carità quanto basta. Roseto esce con rammarico, ma con la consapevolezza di poter creare grattacapi importanti ad una Reyer non sempre attenta ed asfissiante nella sua metà campo. Contava vincere e basta così, ma lunedì sarà diverso. Le Panthers hanno carattere, qualità e voglia. Attenzione soprattutto ad Ustby e Puisis, ma chi ha destato grande impressione è Caloro: da vedere quante energie sono rimaste, ma intanto Venezia ha tremato e non poco in G1…


