La NBA ha esaminato quanto successo nel quarto periodo della partita di martedì notte tra i Sacramento Kings e i Golden State Warriors, sui due frangenti in cui i Kings su ordine di coach Doug Christie hanno commesso un fallo tattico su Seth Curry, in situazione di bonus e che ha mandato la guardia di GSW in lunetta.
Due le circostanze diverse, a rispettivamente tre e un minuto dal termine di una partita in equilibrio e che Golden State ha poi vinto per 110-105. Dopo la partita, Draymond Green ha usato l’episodio particolare come esempio di come ormai troppe squadre non facciano neppure più finta, secondo lui, di voler giocare per vincere arrivati a un certo punto della stagione e senza nulla più da giocarsi. Esattamente come Sacramento, ancorata sul fondo della classifica a Ovest.
Perché mandare in lunetta gratis un tiratore da 86% in una partita in equilibrio? Errore o malafede? A spiegare la loro posizione alla lega ci hanno pensato i Kings direttamente, ammettendo di fatto… di essere scarsi.
Quando a tre minuti dalla fine della partita, Doug Christie ha indicato al suo giocatore Doug McDermott di commettere un fallo sistematico su Seth Curry lontano dalla palla, era perché il coach avrebbe voluto sfruttare un timeout che gli era rimasto, prima di perderlo automaticamente entrando negli ultimi 3′ di partita come da regolamento. Christie non aveva capito che gli Warriors erano già in bonus in quel momento e che un fallo avrebbe portato a due tiri liberi. Curry ha potuto dunque segnare comodamente i punti del 101-101.
Seth Curry sarebbe poi tornato in lunetta ma in una situazione di gioco, senza alcun motivo di suscitare “sospetti”.

