Un elimination game con un giocatore come James Harden spalle al muro e condannato a vincere per evitare lo “sweep“, non poteva che regalare fortissime emozioni e tantissimi numeri per gli amanti dei record.
Il 128-115 con cui Houston ha battuto Golden State e accorciato le distanze nella serie (ora condotta dal team di Kerr per 3-1), regala anzitutto una gara in cui entrambi i team mettono insieme qualcosa come 37 triple (20 i Warriors, 17 i Rockets), prima volta nella storia dei Playoffs NBA in cui entrambi i team realizzano almeno 15 triple (78 tiri da 3 tentati invece sono il massimo di sempre in una gara di PO) per poi donarci un Barba in forma spaziale che ne mette 45 con 13/22 dal campo e 9 rimbalzi.

Harden fa registrare anche la terza miglior prestazione nella storia dei Rockets ai Playoffs (inutile dirlo, i primi due posti sono di Hakeem The Dream con 49 e 46), ma la prima assoluta se prendiamo le sole finali di Conference.
I 45 punti sono anche la miglior prestazione della carriera del Barba ai Playoffs. E in una gara da eliminazione col team sotto 3-0 solo Floyd dei Warriors nel 1987 contro i Lakers (51) e Dwyane Wade nel 2010 contro i Celtics (46) hanno fatto meglio nella storia dei PO.
45 sono anche i punti di Houston nel solo primo quarto, record nella storia dei Playoffs nella cd “shot clock era“. L’altro team capace di metterne 45 nei primi 12 minuti furono i Lakers, nel 1985, contro i Suns.
Insomma, con lo spettro dell’eliminazione a farsi sempre più incombente per Houston, gli uomini di McHale sono stati capaci di tirare fuori una grande prestazione al tiro, e Harden capace di scrollarsi da dosso parte delle crudeli critiche piombate su di lui dopo la cruciale palla persa in gara 2, che oggi poteva significare 2-2 nella serie. Nessun team ha mai rimontato dopo essersi trovato sotto per 3-0. Ma prima di loro in 8 su 227 avevano rimontato dal 3-1, per cui crederci non costa nulla e ai texani rischiare piace molto.
Per Nbapassion
Luca Mazzella

