Anche il Draft 2015 è andato e, come ormai preventivato poche ore prima dell’evento, la 1a scelta assoluta è ricaduta su Karl-Anthony Towns. Dopo i dovuti festeggiamenti celebrati in Minnesota e l’euforia annessa all’evento, la domanda è: come cambia il volto dei Timberwolves?
– Il gioco
Con un parco lunghi che vede un Garnett ormai non più nel pieno delle forze e un Bennett che ha confermato il trend negativo messo in mostra ai tempi dei Cavs, ecco che il rookie da Kentucky porterà sicuramente esplosività fisica dovuta anche alla giovane età, unita ad un gioco d’attacco completo e una difesa più che solida.
Offensivamente, la scelta di varare sulla Power Forward ex Wildcats, va a colmare l’enorme gap creatosi al momento della partenza di Kevin Love; alle caratteristiche vecchia scuola quali ottima lettura sui rimbalzi e gioco eccelso nel pitturato e in post, Towns denota qualità fisiche da far paura, movenze leggiadre e qualità nei passaggi e al tiro che lo portano ad essere considerato a tutti gli effetti il prototipo di lungo moderno. La distanza dal canestro non gli fa assolutamente paura anzi, il suo jumper dalla media distanza entra con buone percentuali (57.4% da 2 punti in generale, 66% vicino a canestro), concedendosi occasionalmente qualche uscita sul perimetro dove realizza con il 25% da 3 punti, tutte caratteristiche fondamentali che sono mancate parecchio nel gioco dei Timberwolves nell’ultima stagione. Attenzione anche al suo gioco in transizione dove nell’ultima stagione NCAA è risultato essere primo per punti realizzati sui 20 possessi (1,857 PPP), cifre che assumono un peso ancor maggiore se consideriamo il minutaggio limitato a causa della convivenza con un altro gran prospetto quale Cauley-Stein. Tutta un’altra storia rispetto al duo Bennett-Garnett alternatosi la passata stagione.
Se in attacco è una mina vagante, anche in difesa Towns non scherza: forte abbastanza da poter difendere su qualsiasi tipo centro in NBA e mobile al punto da poter limitare al meglio anche gli ‘stretch-four’, Towns risulta essere un ottimo difensore sui P&R (uno dei più grandi talloni d’achille dei Timberwolves), il 19enne prodotto di KU può benissimo accettare i cambi difensivianche contro i giocatori più rapidi grazie alla sua notevole agilità. Difesa sui pick n’ roll ma non solo: Towns è stato uno dei migliori rim-protector NCAA, come dimostrato dalle 2.2 stoppate mantenute in media nell’ultima stagione.
Un lungo completo, capace di difendere egregiamente e di attaccare in modo altrettanto ottimale, Towns è il lungo del 21esimo secolo: un vero affare per i Timberwolves che potranno così trovare maggiore solidità difensiva e più vena realizzativa. E con due talenti come Rubio e Wiggins al suo fianco, sotto la sapiente ala protettiva di Garnett, ne vedremo delle belle.
– Come cambiano le scelte di mercato

Con la scelta ricaduta su Towns, il mercato dei T’wolves non cambierà di molto: possibile un colpo nel reparto guardie?
Che Towns venisse chiamato con la 1a scelta assoluta dai Timberwolves, era ormai scontato, ragion per cui le scelte in chiave mercato di Minnesota non varieranno di molto. Con una coppia di lunghi affidabile difensivamente e ora migliorata anche offensivamente grazie all’apporto di Towns, con la creatività di Ricky Rubio in cabina di regia e il talento unico di Andrew Wiggins in piena crescita, si può facilmente ipotizzare come, qualora decidessero di ritoccare il quintetto, i Timberwolves potrebbero puntare a migliorare nel ruolo della Shooting Guard: Kevin Martin contribuisce sicuramente a mantenere una importante fetta d’esperienza all’interno dello spogliatoio, cosa che a Minnesota manca molto, ma il suo operato non convince pienamente la dirigenza, ragion per cui, qualora si presentasse una possibilità allettante, Flip Saunders e i suoi assistenti potrebbero sicuramente decidere di intervenire: Wesley Matthews risponde perfettamente alle caratteristiche utili alla causa dei Timberwolves; bisognerebbe capire però la disponibilità della dirigenza nel firmare un giocatore che richiede un contratto economicamente importante (si parla di 15 mln l’anno) e del giocatore nell’accettare il progetto di ricostruzione della franchigia.
Per NbaPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)


