Gli Utah Jazz per l’ennesimo anno non sono riusciti a raggiungere i Playoff anche se, a differenza degli anni precedenti, il progetto di ricostruzione sembra ben indirizzato grazie alla presenza di giovani talentuosi come Hayward, Burke, Hood, Gobert e Favors.
I Jazz hanno vissuto una stagione molto particolare, infatti nella prima parte erano considerati come una delle franchigie meno competitive della lega, ma hanno avuto un inversione di tendenza incredibile dopo la deadline, quando, inviando Kanter ai Thunder, hanno promosso Rudy Gobert in quintetto e, riuscendo a costruire un sistema difensivo completamente differente, hanno concluso l’anno con 19 vittorie e ‘solo’, considerando i loro standards, 10 sconfitte.
Si sono presentati al Draft 2015 con le idee molto chiare, nonostante non avevano una scelta altissima. Hanno utilizzato la 12esima chiamata per assicurarsi le prestazioni del miglior giocatore, potenzialmente, disponibile e hanno puntato su Trey Lyles, ala grande proveniente da Kentucky University.
Il Gioco
Il freshman è stato uno dei principali beneficiari del ‘Platoon System’ che Coach Calipari ha dovuto necessariamente utilizzare durante la sua ultima stagione collegiale grazie all’enorme quantità di talento di cui godevano i Wildcats. Faceva parte del secondo quintetto di Kentucky ma ha già mostrato nei 23 minuti di utilizzo medio delle capacità potenzialmente devastanti per un giocatore che ha, ancora, 20 anni.
Possiede degli ottimi fondamentali offensivi che, probabilmente, gli consentiranno di essere un fattore, almeno inizialmente, nel secondo quintetto dei Jazz. Infatti riesce a crearsi il tiro, attaccando anche partendo dal perimetro, grazie ad un ball-handling discreto per uno della sua stazza. E’ una minaccia con i suoi movimenti di dentro-fuori e può migliorare anche il suo tiro dalla media, dove già può segnare con costanza nelle situazioni di ‘spot up’. Purtroppo non è un atleta esplosivo ma riesce, grazie alla sua intelligenza cestistica, a trovare lo spazio per concludere a canestro, aiutato dall’agilità e al controllo del corpo che lo contraddistinguono. Fisicamente appare pronto per la NBA, nonostante Calipari l’abbia usato anche da 3 in NCAA. Dovrà necessariamente migliorare la fase difensiva dove mostra le principali lacune e, potrà tranquillamente farlo, magari anche con l’aiuto di un sistema difensivo che nasconda i suoi limiti principali.
Tutte le caratteristiche di un prospetto come Lyles saranno sicuramente utili per i Jazz, ma dovranno essere coach Snyder e il suo staff a cercare di migliorare ancora questo giocatore che appare ancora acerbo per essere una vera minaccia NBA.
Come cambiano le scelte di mercato
Durante questa off-season il GM Lindsey lavorerà per cercare di aggiungere qualche giocatore, magari anche di esperienza, per facilitare il processo di crescita iniziato l’anno scorso.
La scelta di Lyles non andrà a modificare particolari decisioni della dirigenza dei Jazz, visto che, stando agli ultimi rumors, Utah è una delle principali pretendenti di Paul Millsap (sarebbe un ritorno), free agent degli Atlanta Hawks. Il due volte All Star (negli ultimi due anni) potrebbe decidere di ritornare alla franchigia che lo scelse nel 2006 soprattutto perchè il progetto in Utah sta diventando sempre più interessante e la possibilità di diventare il leader, insieme a Hayward, di un gruppo giovane potrebbe convincerlo.
Durante la prossima stagione ci potrebbero essere movimenti in uscita. Alcuni giocatori che non potrebbero essere contenti del loro ruolo in squadra (uno degli indiziati sarebbe,secondo indiscrezioni, Burke) lasceranno Salt Lake City, anche se, difficilmente, gli Utah Jazz si muoveranno prima di vedere quale sarà l’epilogo della Free Agency 2015.
Per NBA Passion,
Giuliano Granata (@xstrongfanLAL su Twitter)



