Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsAtlanta HawksNBA Passion Top 5: i momenti più significativi della stagione 2014/15

L’ansia e l‘attesa salgono, inesorabilmente. La free agency, la offseason i vari media day, i training camp e le consuete gare pre-stagionali non bastano a saziare la fame dei milioni di appassionati della NBA. Tutti aspettano infatti il 27 ottobre, quando i Chicago Bulls e i Cleveland Cavaliers inaugureranno l’annata 2015/16, che si preannuncia come al solito sfavillante. Dalla lotta al titolo alla rincorsa per un posto ai playoff, passando per chi attraverserà un periodo di transizione per far crescere i giovani del roster: solo il parquet ci dirà se i piani delle trenta franchigie della lega verranno rispettati o meno. E mentre i giorni passano, forse vale la pena tornare un po’ indietro nel tempo e rivivere qualche momento della scorsa stagione. Anzi no, cinque, per la precisione: perchè forse ne vale la pena, per chi non vuole aspettare l’inizio delle ostilità e per chi ama ogni tanto tuffarsi nei ricordi.

5) IL GENNAIO TARGATO HAWKS

Il quintetto della stagione NBA 2014/15 degli Atlanta Hawks.

Il quintetto della stagione NBA 2014/15 degli Atlanta Hawks.

Circolazione di palla, aggressività nel pitturato, pericolosità dal perimetro e un gruppo affiatato: sono questi gli ingredienti che hanno caratterizzato la ricetta dei sorprendenti Atlanta Hawks guidati da coach Mike Budenholzer (nominato poi coach of the year). Il tanto lodato sistema di gioco della franchigia della Georgia produce un record storico: 17 vittorie e 0 sconfitte nel mese di gennaio. Nessuno ci era riuscito prima.  Una striscia aperta con il successo contro gli Utah Jazz per 98-92 e chiusa con i Philadelphia Sixers battuti per 91-85. Per l’occasione la NBA ha assegnato all’intero quintetto degli Hawks il premio di miglior giocatore del mese.

4) “I’M COMING HOME!”

LeBron James.

LeBron James.

Mentre le squadre stavano preparando in vista della stagione, un terremoto scuote l’intera lega: LeBron James, divenuto free agent dopo l’esperienza ai Miami Heat (con cui ha vinto due titoli consecutivi) decide di tornare a Cleveland, per rivestire la casacca dei Cavaliers. Un’intera città va in delirio, dopo che quattro anni prima avevano visto il figliol prodigo abbandonare la propria casa. Per aiutare LBJ a lottare per l’Anello, il front office rinforza il roster con la superstar dei Minnesota Timberwolves Kevin Love e con Iman Shumpert, JR Smith  e Timofey Mozgov acquisiti in gennaio. Il Prescelto gioca una postseason da favola, ma a mettere a spegnere i sogni di gloria ci pensano i Golden State Warriors, che alle Finals la spuntano con un 4-2 nella serie.

3) KOBE E IL LIBERO DEL SORPASSO

Kobe Bryant durante il match tra Minneosta Timberwolves e Los Angeles Lakers del 14 dicembre 2014.

Kobe Bryant durante il match tra Minneosta Timberwolves e Los Angeles Lakers del 14 dicembre 2014.

Target Center di Minneapolis, 14 dicembre 2014, match tra i padroni di casa dei Minnesota Timberwolves e i Los Angeles Lakers. A poco più di cinque minuti dal termine del primo quarto, Kobe Bryant si appresta a tirare due liberi. Il primo va a segno. Il Black Mamba, con freddezza, insacca anche il secondo, quello del sorpasso sul suo idolo di sempre, Michael Jordan: la bandiera gialloviola ha così superato His Airness nella classifica marcatori piazzandosi al terzo posto, dietro solo a Karl Malone e Kareem Abdul-Jabbar (il numero 23 si è fermato a 32.292 punti). Un traguardo importante, che arricchisce il suo palmares da leggenda.

2) LAC VS SPURS, UNA SERIE DA OSCAR

Chris Paul mentre insacca il tiro decisivo in gara 7 dei primo turno dei playoff tra Los Angeles Clippers e San Antonio Spurs.

Chris Paul mentre insacca il tiro decisivo in gara 7 dei primo turno dei playoff tra Los Angeles Clippers e San Antonio Spurs.

Giocate enciclopediche, adrenalina a mille e colpi di scena: probabilmente è troppo difficile sintetizzare la serie disputata nel primo turno dei playoff tra Los Angeles Clippers e San Antonio Spurs. Le due franchigie infatti hanno dato vita ad una battaglia entusiasmante e senza esclusione di colpi, culminata in gara 7 con un tiro di un commovente Chris Paul (zoppicante) che ha regalato le semifinali della Western Conference ai suoi e ha gettato nel baratro i campioni in carica. Applausi fino a spellarsi le mani. Il miglior confronto della passata offseason a livello tecnico, da rivedere e rivedere per chi ha il peccato di essersela persa.

1)  IL LARRY O’BRIEN TROPHY SBARCA NELLA BAIA

Stephen Curry mentre solleva il titolo conquistato contro i Cleveland Cavaliers.

Stephen Curry mentre solleva il titolo conquistato contro i Cleveland Cavaliers.

Ci sono voluti circa 40 anni per riportare il titolo in quel di Oakland: a riuscire nell’impresa di guidare i Golden State Warriors  sul tetto della lega ci ha pensato coach Steve Kerr e il suo collettivo di qualità, in cui spiccano la classe e il killer instinct dal perimetro di Stephen Curry, MVP stagionale. Dopo una regular season coi fiocchi (record di 67-15, il migliore) i Warriors battono ai playoff New Orleans Pelicans, Memphis Grizzlies, Houston Rockets e i Cleveland Cavaliers nell’ultimo atto, con Andre Iguodala giustamente premiato come miglior giocatore delle finali. Un’annata da incorniciare assolutamente, coronata con la vittoria che ha ripagato giustamente tutto quello che è stato fatto di bene fin dalla prima palla a due.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

 

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