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Raptors, Ujiri: “La rinascita di Bennett non avverrà in un solo anno”

di Nicola Siliprandi

La decisione di Anthony Bennett di accettare la proposta dei Toronto Raptors ha suscitato un mare di polemiche e di diffidenza attorno all’ex prima scelta assoluta. Una possibilità di resuscitare la propria carriera che, almeno sin d’ora, non risulta essere “degna” di un’ ex prima scelta assoluta.

Da parte della franchigia dell’Ontario l’asticella non è certo stata posta ad un’ altezza proibitiva, anzi: dopo i primi due anni nella lega a dir poco deludenti, i Raptors stanno solo cercando di rendere il cammino verso la risalita del canadese il più semplice possibile, senza nessun tipo di pressione, nè quantomeno di aspettative.

Cercheremo semplicemente di dare ad Anthony un’opportunità di diventare effettivamente un giocatore NBA” confessa il GM dei Raptors Masal Ujiri ai microfoni di Marc Spears (Yahoo Sports).

Non sarà un caANthony Bennettmmino di una sola stagione. Serve tempo, ora più che mai. Abbiamo parlato col ragazzo e partiremo entrambi da ciò che ci siamo detti. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda: sappiamo tutti che potenzialmente potrà diventare un buon giocatore di livello NBA, lui compreso” continua Ujiri.

Parole che hanno senso più che mai, soprattutto considerando il fatturato medio di queste prime due stagioni del nativo di Brampton (a poche miglia da Toronto): 4,7 punti e 3,4 rimbalzi, che fanno pensare – nella migliore delle ipotesi – a una evoluzione che potrebbe portarlo ad essere un buon giocatore di rotazione più che una stella della lega.

L’accordo è per un anno – perchè di più sarebbe stata comprensibilmente una mossa perlomeno azzardata -ma l’attenzione non è certo focalizzata sul rendimento immediato. La dirigenza si dice quindi paziente nei suoi confronti per allentare al massimo la pressione, così come conferma direttamente l’head coach, Dwane Casey: “Pressione? Per nulla. Si tratta solo di far parte della squadra e giocare a pallacanestro. Noi non abbiamo nessun tipo di aspettative. Se ce ne fossero, doverle soddisfare proprio nella sua terra nativa avrebbe comportato un grande ostacolo per il proseguo della sua carriera. Ma così non è stato, e così non sarà”.

Certo, se Bennett riuscisse finalmente a dimostrare il suo valore in un contesto di questo tipo e gli infortuni del passato non lo dovessero più tormentare, allora la strada sarebbe ben più che in discesa.

Staremo a vedere. “With no expectation”.

 

Per NBA Passion,

Nicola Siliprandi.

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