RECORD: 41-41
Dallas Buyers Club è un magnifico lungometraggio del 2013 diretto da Jean-Marc Vallée: nomination all’Oscar 2014 come miglior film e Matthew McConaughey e Jared Leto vincitori una statuetta ciascuno. Dallas Veterans Club, viceversa, è un film che verrà trasmesso nella stagione 2015/2016, è diretto da Rick Carlisle, ha come protagonisti Deron Williams e Dirk Nowitzki e per quanto riguarda eventuali premi, beh, è difficile ipotizzare si possa puntarne qualcuno.
Metafora cinematografica a parte, il futuro prossimo dei Mavs si preannuncia come un grosso punto interrogativo. Come detto in agosto, dall’inizio della gestione Cuban la squadra ha saltato la post season solo due volte, nell’anno del suo arrivo e nel 2012/2013, ma la incognite per la imminente stagione sono molte e rilevanti. L’età media avanzata innanzitutto, con tutti i problemi di logoramento fisico e motivazioni individuali che questa porta con sé, ma anche una truppa di giovani di belle speranze (Powell, Smith, Anderson, Jenkins) da cui è necessario cavare fuori qualcosa, e la mancanza di una vera guardia realizzatrice oltre all’infortunato Matthews, magari che non sia Harris, grande scorer ma che nella sua carriera NBA finora ha fatto altro. Occorre trovare la giusta quadratura, se no il rischio fallimento è alto.
Movimenti di mercato
Come accennato poche righe fa, è arrivato Deron Williams, e molte delle fortune dei Mavericks passeranno dalla sua capacità di jasonkiddare, ovvero di alternare equamente conclusioni personali e passaggi per i compagni. Il trio Pachulia – Dalembert – McGee (nello spot di centro) presenta differenti specialità che dovranno essere complementari e combinarsi con quelle di WünderDirk perché Dallas possa non perdere il treno playoff. Dei nuovi acquisti, tuttavia, quello da cui si attende di più è Wesley Matthews: una volta che sarà rientrato, il prodotto di Marquette si troverà a essere un importantissimo fattore offensivo, in grado di concludere efficacemente quando riceve palla, e difensivo, mostrando quella combattività e quella solidità già emerse in sei anni nella Lega.
Quintetto Base
Seguendo l’analisi della molto competente ESPN, il back court dovrebbe essere composto da Deron Williams e Devin Harris, in attesa di Wes Matthews. Le ali presumibilmente sanno Parsons e Nowitzki, con Pachulia in vantaggio sugli altri due centri. Carlisle ha fama di non essere un talebano per quanto riguarda le rotazioni, per cui Felton o Barea possono aspirare a giocare partire in quintetto (magari insieme o uno dei due con Williams) e la stessa cosa può dirsi per McGee e Dalembert. Potenzialmente, i Mavs hanno una decina di uomini in grado di competere per un posto tra i primi cinque. Non è una fortuna che in tanti possono vantare.
Aspettative
Medie. Nessuno pretenderà mai l’anello, ma ciò non significa che se dovessero venire mancati i playoff i supporters si rassegnerebbero. L’approdo tra le prime otto appare quindi un obiettivo centrale per il front office e la squadra così come per la gente, e quanto ciò sia realizzabile lo si capirà solo a stagione inoltrata. Poi, sognare è lecito: trovarsi un gruppo di veterani contro in post season è molto più pericoloso che dover affrontare una schiera di giovani pimpanti. E se avete dubbi in merito, basta guardare gli Spurs. Sempre Texas, tra l’altro.
Giocatore Chiave
Ragionando con il cuore la prima risposta di qualcuno sarebbe Dirk Nowitzki, e potrebbe non essere sbagliata. Ma la testa dice altro, la testa dice che l’uomo di Wurzburg sarà ancora forte e indomabile ma che le sorti verranno decise in altra zona del campo. In regia, per dire, e da Deron Williams in particolare. Le ultime stagioni sono andate statisticamente in calando in termini di punti e rimbalzi, mai così bassi dalla sua stagione da rookie. Eppure tutto quel ben di Dio non può essere scomparso, svanito dopo la partenza dall’amata culla dello Utah (a seguito dei ben noti contrasti con Jerry Sloan). ecco allora che D-Will avrà un’occasione d’oro: potrà farsi carico della squadra, giocare pick&roll acrobatici con McGee o pick&pop intelligenti con Nowitzki, o servire Wes Matthews in uscita dai blocchi. Carlisle gli chiederà applicazione difensiva, come hanno fatto sia Sloan che Hollins, e in cambio gli darà facoltà di inventare, così come faceva con Kidd, convinto che i giocatori debbano avere un canovaccio flessibile e non un copione rigido. Da questo punto di vista, il play da Illinois potrebbe aver trovato l’opportunità di una seconda vita sportiva. Sta a lui decidere se sfruttarla o meno.
Possibile sorpresa
Nessuno lo considera mai, perché è “solo” il cambio di Nowitzki e perché nella sua carriera non è mai riuscito a dimostrare quanto valeva. Charlie Villanueva ha un’occasione d’oro: ha 31 anni, quindi sei meno di WünderDirk, può passare dal ruolo di ala piccola a quello di ala grande senza particolari problemi e, se Carlisle ridurrà il minutaggio del suo leader per preservarlo in vista dei playoff, è possibile che per lui si aprano spazi importanti. Vale lo stesso discorso fatto per Williams: la chance è ghiotta, deve essere lui ad approfittarne.


