Home NBA, National Basketball AssociationNBA Prediction 2015-2016: San Antonio Spurs

NBA Prediction 2015-2016: San Antonio Spurs

di Francesco Bocchini

Record: 57-25

“The Last Dance”-

Probabilmente è questo il titolo utilizzato da coach Gregg Popovich per il classico book di appunti, schemi e quant’altro, consegnato ad ogni giocatore all’inizio del Training Camp 2015. La stessa scelta che fece, anni or sono, Phil Jackson, all’alba della stagione 97/98, per i suoi Chicago Bulls, che centrarono il loro secondo Three-peat. La sensazione che questa sia davvero l’ultima chance per Duncan, Ginobili e (forse) Parker di aggiungere l’ennesimo Anello alla loro collezione, è forte. Solo la voglia di rivincita dopo un’annata al di sotto delle attese e i colpi di mercato del G.M. Buford, hanno convinto la stella argentina ex Virtus Bologna e il “21” a rinviare la fatidica data del ritiro e a mettersi in gioco ancora una volta, con un solo obiettivo: il Larry O’Brien Trophy!

Tony Parker, Manu Ginobili e Tim Duncan

Questa sarà davvero l’ultima stagione in cui vedremo insieme i Big Three di San Antonio?

Movimenti di mercato:

Gli Spurs sono stati definiti, da gran parte degli addetti ai lavori, i veri vincitori dell’ultima sessione di mercato. L’estate appena passata ha infatti portato, all’ombra dell’Alamo, quello che promette essere, insieme a Kawhi Leonard, l’uomo franchigia dei prossimi anni: Lamarcus Aldridge. Il lungo texano, reduce da una stagione da 23.4 PPG  e 10.2 RPG, comporrà, con Duncan, una coppia sotto canestro che in quel di San Antonio non si vede dai tempi di Robinson, che proprio insieme ad un giovanissimo The Big Fundamental, faceva parte del duo denominato “The Twin Towers”. Aldridge non solo affiancherà Duncan in questa sua ultima corsa verso l’oro, sostituendo il partente Splitter, , ma sarà colui che ne raccoglierà la pesante eredità, motivo principale che ha spinto l’ex Portland ad accettare la corte serrata degli Spurs, rifiutando le offerte provenienti da mezza NBA.

LaMarcus Aldridge e Tim Duncan

Aldridge e Duncan: passato, presente e futuro degli Spurs

Dopo l’arrivo di un All Star come Aldridge, convincere Ginobili e Duncan a riallacciare le scarpe da gioco per un altro anno è stato più semplice. I due si sono ripromessi di chiudere la carriera regalando alla città di San Antonio, ormai una seconda casa per entrambi, l’ennesimo Anello, traguardo che li catapulterebbe direttamente nella ristretta cerchia degli Immortali. Per fare ciò, il G.M. Buford ha spinto per le conferme di Leonard e di Green, quest’ultimo preferito al nostro Marco Belinelli, che ha salutato Parker e compagni dopo due anni, culminati col Titolo di Campioni NBA. Come se non bastasse, gli Speroni si sono assicurati, al minimo sindacale, David West, che per rapporto qualità/prezzo rischia di essere un vero e proprio colpaccio. Dalla panchina, il lungo ex Indiana, rappresenta una garanzia per dare fiato ai titolari, grazie all’esperienza e alla voglia di vincere che lo contraddistinguono. A rinforzare il cosiddetto supporting cast, che già vantava due protagonisti dell’ultimo Anello come Diaw e Mills, sono arrivati anche McCallum (al posto di Joseph), da Sacramento, e Marjanovic, centrone serbo prelevato dalla Stella Rossa. Al Draft, invece, gli Spurs hanno selezionato con la 26esima scelta Nikola Milutinov e con la 55esima Cady Lalanne, con la speranza di avere la stessa fortuna che hanno avuto in passato nello scegliere i vari Parker, Ginobili e Leonard. Nel roster presenti anche Kyle Anderson, Rasual Butler, Jonathon Simmons e Reggie Williams.

Quintetto base:

  • Point guard: Tony Parker
  • Shooting guard: Danny Green
  • Small Forward: Kawhi Leonard
  • Power Forward: Tim Duncan
  • Center: Lamarcus Aldridge

Questi, probabilmente, i magnifici cinque scelti da coach Pop per comporre il quintetto nerargento, che potrà variare in base agli avversari di circostanza. Gli utilizzi di Diaw o di Ginobili già dall’inizio non sono da escludere a priori, soprattutto nella regular season, quando le rotazioni saranno più ampie e saranno fatti vari esperimenti. L’obiettivo dello staff tecnico degli Spurs è infatti quello di trovare fin da subito la giusta amalgama, dando tempo ai nuovi arrivati di integrarsi al meglio nel sistema di Popovich, quello del “Beautiful Game“, che contraddistinse, due anni fa, la scalata verso il Titolo di San Antonio.

Cinque

Questa la squadra di due anni fa di San Antonio, quella del “Beautiful Game”, quella capace di riportare il Titolo NBA all’ombra dell’Alamo

 

Aspettative prossima stagione:

Le aspettative, in relazione a quanto detto in precedenza, non possono che essere altissime. I pronostici danno gli Speroni ai primissimi posti ad Ovest, dietro solo ai Campioni in carica di Golden State. Il mercato ha ridato nuova linfa alle speranze di San Antonio, dopo la dolorosa uscita al primo turno dell’anno scorso per mano dei Clippers di Paul. L’obiettivo è quello di non ripetere gli alti e bassi della stagione regolare passata, sperando in una posizione nel ranking migliore rispetto al sesto posto che portò all’accoppiamento con Los Angeles. Le chiavi di volta saranno l’integrazione di Aldridge, chiamato a diversi compiti rispetto a quelli che aveva a Portland, e la gestione fisica dei giocatori: gli infortuni furono infatti una costante negativa della scorsa annata e impedirono di fatto a coach Pop di trovare le giuste alchimie di gioco, dovendo spesso rinunciare ai vari Parker, Ginobili, Leonard, Mills e Splitter. Il roster fu al completo nei Playoff, ma il gioco non si dimostrò all’altezza della fama degli Spurs.

Giocatore chiave:

Troppo scontato rispondere “il Gruppo“. Se parliamo di leadership, non può che venire in mente Duncan, dimostratosi fondamentale nonostante la carta d’identità sbiadita e un ginocchio che si trascina per il campo. Se ci riferiamo a punti e difesa, Leonard è la scelta migliore. Anche in questa preseason, l’MVP delle Finals 2014 è primo come realizzazioni (17 PPG) e come minuti giocati. Il prodotto di San Diego State viene da un’annata contraddista dalla sfortuna, ma comunque conclusa a 16.5 PPG e 7.2 RPG. Tuttavia, l’apporto nei Playoff è stato al di sotto di quanto ci si aspettasse e le critiche non sono mancate. Questa può rivelarsi la stagione fondamentale nella crescita generale di Leonard, che dovrà col tempo maturare in fatto di leadership e raccogliere il testimone dai più esperti e navigati compagni di battaglie. Il giocatore però chiave può risultare Parker. Il play francese, reduce dal bronzo con la propria Nazionale agli ultimi Europei, è atteso al rilancio. Citando un compaesano di Parker come il poeta Victor Hugo, “un uomo duramente provato non si volta mai indietro a guardare; sa che la cattiva sorte lo segue sempre, passo passo“: questa potrebbe essere l’esatta descrizione degli ultimi due/tre anni della carriera dell’ex ASVEL Villeurbanne, spesso acciaccato e costretto ai box dai tanti infortuni. L’MVP delle Finals 2007, finito in pasto alla critica per la sfida persa (e non di poco) con Paul nella passata postseason e per molti sulla via del declino, sarà capace di ripetere gli straordinari Playoff di due anni or sono? Questa è la domanda intorno alla quale ruotano gran parte delle fortune degli Spurs,scopertisi imprecisi e non così compatti senza il loro play titolare. Proprio per questo, lo staff nerargento e in particolare coach Pop, attueranno un programma speciale non solo per Parker, ma anche per Duncan, Ginobili e forse Aldridge. L’obiettivo è quello di non spremerli troppo durante la stagione, ma di farli entrare in forma e in ritmo per i Playoff, che ad Ovest sono ormai da qualche anno una vera e propria corrida.

SAN ANTONIO, TX - MAY 19: (L-R) Boris Diaw #33 and Tony Parker #9 of the San Antonio Spurs look on in the second half against the Memphis Grizzlies during Game One of the Western Conference Finals of the 2013 NBA Playoffs at AT&T Center on May 19, 2013 in San Antonio, Texas. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Ronald Martinez/Getty Images/AFP

Parker è chiamato a tornare leader, infortuni permettendo

 

Possibile sorpresa:

La sorpresa, se così vogliamo chiamarla, potrebbe essere David West, il colpo silenzioso di mercato degli Spurs. Il 2.06 ex All Star non è più quello degli anni a New Orleans o dei primissimi a Indiana, le sue cifre sono costantemente al ribasso, eppure un’aggiunta di valore come la sua non potrà che aiutare gli Spurs. Rendimento alto in pochi minuti, ecco il compito che spetterà a West, non più costretto ad essere il trascinatore della propria squadra. A New Orleans, nella sua stagione migliore, si ruppe a poche gare dai Playoff: è ora che la fortuna renda ciò che ha tolto all’ex compagno di Belinelli.

Per NBAPassion,

@francescobocch3, alias Francesco Bocchini.

 

 

 

 

 

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