Nella notte che precede la grande festa di Halloween, alla Quicken Loans Arena di Cleveland va in scena la prima stagionale casalinga dei Cavs contro il passato il LeBron James, i Miami Heat che avevano archiviato senza troppi problemi la “pratica Charlotte” Mercoledì notte all’esordio stagionale della franchigia della Florida.
BEAST MODE: ON – Pronti via ed è subito LeBron James a dettare i tempi di gioco. Dopo un primo quarto giocato su ritmi piuttosto blandi ma comunque chiuso con un buon 4-5 al tiro, è dal secondo quarto che ‘The King’ mette in chiaro le cose: prima prende e realizza due canestri in uscita dalla panca, poi consegna a Dellavedova l’assist per la tripla del +11; il suo gioco in post, poi, costringe coach Spoelstra a dover lasciare forzatamente in panchina il giovane Wislow, spesso in balia della fisicità e dell’esperienza del #23 di Cleveland. Nonostante tutto, James è in serata e difficilmente la difesa degli Heat riesce ad arginarlo. A fine partita il tabellino recita 29 punti con 13-19 al tiro, 5 rimbalzi e 4 assist: anche per questa notte il lavoro è compiuto.
ALL YOU NEED IS LOVE – E se LeBron fa il suo, Kevin Love non è certamente da meno. Dopo le due ottime prestazioni messe in mostra contro Chicago e Memphis, il ‘Beach Boy’ dimostra di voler a tutti costi cancellare dalla memoria l’ultima stagione, sembrando infatti tutt’altro Love rispetto a quello visionato soltanto 6 mesi fa: Kevin si sbatte in difesa come mai prima d’ora; nell’1vs1 adesso è difficile superarlo con il canestro che sembra molto più lontano per gli avversari e, anche se sui P&R difensivi c’è ancora da lavorare un po’, la difesa di Cleveland lo ringrazia per il contributo che adesso dà anche nella propria area. In attacco poi, nonostante un inizio di partita in cui la mano era piuttosto fredda (1-6 al tiro fino a metà secondo quarto), Love decide di alzare il ritmo anche in attacco con una delle sue pericolose triple; da lì in poi sarà 5-9 al tiro che lo porterà a chiudere la partita con una doppia-doppia da 24 punti e 14 rimbalzi. Bentornato Kevin.
PROFONDITA’ DI ROSTER – Strano a dirsi, visto che solo 6 mesi fa i Cleveland Cavs si ritrovavano all’ultimo posto per punti prodotti (22.6) dalle seconde linee a causa della poca qualità e profondità della panchina a disposizione di coach Blatt ma, il lavoro estivo del GM Griffin, pare abbia dato i suoi frutti: 30 i punti realizzati dalle “riserve” (anche terze in alcuni casi) di Cleveland, con l’asse Dellavedova-Thompson, in particolare, che continua l’ottimo lavoro iniziato la scorsa stagione. Dei 13 punti segnati dal lungo canadese, 8 sono arrivati per merito dei passaggi di ‘Delly’ (saranno 10 gli assist serviti a fine partite) e di questi 8 punti, 6 da alley-oop. Nota a margine anche per il sempreverde Richard Jefferson: a lui l’ingrato compito di limitare (con ottimi risultati) per buona parte del secondo tempo l’iniziativa offensiva di Wade, cosa che non è riuscita a J.R. Smith, protagonista di una orrenda prestazione nella notte.
DA RIVEDERE – Nonostante il gioco sia decisamente più fluido rispetto allo scorso anno con un LeBron James effettivamente molto più leader e meno trascinatore, Cleveland deve migliorare su alcune lacune evidenziate già nella passata stagione: una su tutti la difesa sui 24 secondi. Quando si tratta di sbattersi da un lato all’altro del campo per due o tre volte a causa del buon movimento palla avversario, i Cavs soffrono sempre più del dovuto, trovandosi spesso in emergenza sul lato debole dove a volte Green, a volte Bosh, si trovano pronti a tirare da dietro l’arco. Da rivedere alcune situazioni di difesa sui P&R: rispetto all’anno scorso, i passi in avanti sono notevoli ma, in alcune circostanze, il primo difensore tende a rimanere troppo statico sul blocco portato dall’avversario, il che costringe quasi sempre il lungo di turno a raddoppiare sul portatore di palla lasciando sguarnito il centro dell’area. Ma se, nonostante questi errori, Cleveland riesce a vincere e convincere, allora vuol dire che la strada imboccata è sicuramente quella giusta.
Per NBAPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)

