Freschi della schiacciante vittoria per 124-103 ai danni dei Phoenix Suns avvenuta nella notte, le attenzioni degli Oklahoma City Thunder sono interamente riposte verso i Washington Wizards, che li ospiteranno nella notte tra martedì e mercoledì tra le mura del Verizon Center.
Gli occhi di tutti i presenti, come al solito, saranno puntati sul nativo della capitale Kevin Durant, il cui contratto scadrà al finire della stagione corrente, facendolo entrare di diritto nella tanto discussa “free agency”.
Le speranze dei tifosi Wizards sono, come quelle di tutti gli altri tifosi delle 30 franchigie, che il quattro volte capocannoniere della lega e sei volte All-Star decida di cambiare maglia e, in questo caso, torni a casa.
L’ex Texas è però sempre stato velatamente polemico quando ha dovuto affrontare l’argomento coi media e, con una gara del genere alle porte, i commenti non si sono fatti attendere nemmeno stavolta: “I tifosi dovrebbero concentrarsi sui giocatori delle loro squadre”- ha detto l’ex MVP –E’ troppo facile affidarsi alle speranze e aspettarsi che il tuo giocatore preferito venga a giocare per la tua squadra. E non parlo di me. Parlo della free agency e dei casi annessi del passato, e di quelli che nasceranno in futuro. Certo, fa parte del gioco, ma l’attenzione riposta in questo genere di affari è condita con troppa enfasi”.
Anche se non si direbbe, il ventisettenne pluripremiato con riconoscimenti individuali non si è ancora del tutto abituato a tutta questa celebrità “Guardate, la verità è che io non so gestire tutte queste attenzioni che la gente ha su di me, non sono capace e non mi piacciono neanche, ma fa parte del processo e lo accetto. Rimarrà sempre, comunque, un pò imbarazzante per quanto mi riguarda”.
Oltre a ciò per l’ennesima volta si nota il riconoscimento di questo ragazzo verso la sua squadra, che rimane incondizionatamente puro e limpido: “A me non interessa se la gente tra il pubblico mi rispetta o meno. Ma di quelli che sono in campo, della loro opinione mi interesso eccome. Non posso ringraziare la gente che mi vorrebbe nella propria squadra. Sono sicuro che è la stessa che poi mi urla dietro quando vado a giocare coi Thunder nel loro palazzetto. Quelli che rispetto e di cui mi importa, invece, sono i miei colleghi, i miei compagni di squadra, il nostro staff e la nostra dirigenza”.
Per NBA Passion,
Nicola Siliprandi.

