Davanti al pubblico dello United Center, i Bulls interrompono la striscia di 3 sconfitte consecutive contro i Clippers, riuscendo a respingere il tentativo di rimonta degli uomini di Doc Rivers negli ultimi minuti di gioco.
Il primo scossone al match viene rifilato dai padroni di casa nel 2° parziale, quando la mano di Pau Gasol (24+6, miglior marcatore dei suoi) comincia a scaldarsi. Per il catalano arriverà addirittura un inatteso career high, con ben 3 triple a segno (su 3 tentativi). La panchina di Chicago non fa di certo sfracelli offensivamente (20 punti totali, col solo Aaron Brooks a quota 10), ma con i vari McDermott, Hinrich e Noah (13 rimbalzi, ma solo 2 punti per il francese) in campo, i Clippers smettono di segnare, chiudendo il 2° quarto con appena 11 punti a referto, e flirtando con la doppia cifra di svantaggio (44-35).
Con i Bulls sempre più in controllo, a metà del 3° quarto accade il fattaccio che sul momento sembra consegnare la W agli uomini di coach Hoiberg: Blake Griffin (18+11) casca sulla finta di Taj Gibson (12+8) sotto canestro, e nel ricadere gli rifila un colpo alla testa con l’avambraccio. Gli arbitri, dopo aver revisionato le immagini, optano per un flagrant 2, che comporta l’espulsione immediata del giocatore. I liberi dell’ex USC portano i Bulls sul +16, ma l’uscita di scena di Griffin scuote di fatto i Clippers dal torpore delle prime frazioni di gioco.
All’inizio dell’ultimo quarto i punti da recuperare sono già diminuiti sensibilmente (64-54), e le triple degli ospiti (ne segneranno 8 negli ultimi 12 minuti) fanno sì che la partita torni presto sui binari dell’equilibrio. A 7 minuti dalla fine un tiro da 3 di Josh Smith fissa il punteggio in parità a quota 66, e solo a quel punto i Bulls reagiscono. Prima Jimmy Butler (14+8 assist) vola a schiacciare sull’errore di Brooks; poi è Derrick Rose (11, di cui 9 nel 4° quarto), autore fin lì di una prestazione a dir poco abulica, a mettere la tripla del +7 (73-66 a 5′ dalla fine), che sembra mandare i titoli di coda.
La paura di vincere invece blocca ancora una volta i padroni di casa, che intravedono gli spettri dell’ennesima beffa sulla conclusione dalla distanza di Chris Paul (12+5 assist): il tiro si ferma sul primo ferro a pochi secondi dalla sirena; finisce 83-80 per i Bulls, che tra mille sofferenze interrompono la striscia vincente dei Clippers a quota 3.
Per i californiani c’è ora in programma un’altra trasferta a est, sulla carta tutt’altro che impossibile, in quel di Brooklyn.
I Bulls, per dare seguito a questa vittoria, restano in Illinois e si preparano ad ospitare i Pelicans di Anthony Davis.
I Bulls tremano ma portano a casa la W contro i Clippers
426


