Rookie-wall? Porzingis non ci sta!

di Alessandro Gottardi

Ebbene si, prima o poi doveva succedere.

Anche il buon Kristaps Porzingis, giovane stella nascente che illumina il panorama newyorkese sponda Knicks, è tornato coi piedi per terra. Come riportato dal New York Post, la scelta numero  4 del draft, dopo una partenza letteralmente infuocata e sopra ogni più rosea aspettativa, sta affrontando proprio in questi giorni il primo momento di difficoltà da quando è approdato nella lega.

Durante le ultime partite, il gigante lettone ha letteralmente sparato a salve, collezionando una serie di brutte prestazioni, culminate con un orrendo 0 su 6 nella partita vinta sul filo di lana contro Portland.

Come sempre succede ai primi cenni di cedimento, ecco i giornalisti della grande Mela piombare sulle difficoltà dei giovani cestisti come avvoltoi sugli animali atterriti: la stampa lo stuzzica, agli incroci delle strade si iniziano a sentire i primi mugugni e anche chi invocava il nome di PorzinGod sta lentamente tornando al normale Porzingis.

Ma il giovane lettone non vuole sentire ragioni, gira a testa altissima e con portamento fiero, e a chi gli chiede spiegazioni sulle sue ultime brutte prestazioni risponde con un semplice “sono cose che capitano, è normale alternare partite buone a partite più brutte, fa parte del processo di crescita”.

Tutti in casa Knicks si schierano a favore del giovane, partendo da coach Fisher fino ad arrivare all’uomo simbolo di franchigia, il capitano Carmelo Anthony.
Il numero 7 ha infatti dichiarato “non ci vedo nulla di strano, al mio anno da rookie ho avuto le stesse difficoltà” per poi proseguire rincarando la dose ed innalzando il giovane compagno “Porzingis è fortissimo, lasciamolo crescere, sta facendo cose straordinarie in un ambiente complicato e pretenzioso come il nostro”.

Nulla di strano quindi, almeno cosi sembrerebbe. Il giovane lettone però, con una piccola smorfia sul viso, chiude il discorso trovando un punto chiave di lettura da cui ripartire per migliorarsi. “All’inizio mi lasciavano più spazio” dice riferendosi alle prime partite giocate “ora invece, oltre a Carmelo, iniziano a rivolgere seriamente attenzioni anche a me” dice il numero 6, che prima di avviarsi verso gli spogliatoi chiude ogni discorso dicendo “non ne sono preoccupato però, anzi, sarà un grande stimolo a migliorarmi… vuol dire che mi temono”.

Per chi pensava che qualche prestazione negativa potesse incidere sul morale del ragazzo, magari creando in lui qualche timore di troppo, abbiamo brutte notizie: il ragazzo sembra essere determinatissimo a confermarsi tra i grandi della lega.

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