
Chris Bosh e Dwayne Wade hanno predicato nel deserto, mettendo a referto 48 degli 81 punti totali di Miami
Altra convincente prestazione per i Toronto Raptors, giunti alla settima vittoria consecutiva e sempre più secondi ad Est; stavolta a farne le spese sono i Miami Heat di coach Erik Spoelstra, arrivati all’Air Canada Centre a ranghi ridotti a causa degli infortuni di Goran Dragic, Luol Deng e Hassan Whiteside.
All’inizio i riflettori sono tutti puntati su 2 componenti del quintetto della Eastern Conference al prossimo All-Star Game, in programma proprio sullo stesso parquet fra 3 settimane: Dwayne Wade da una parte, e Kyle Lowry dall’altra. Eppure a prendersi la scena ci pensa immediatamente uno scatenato Demar DeRozan (probabile riserva alla partita delle stelle), che eguaglia il suo career high di punti nel 1° quarto a quota 15 (finirà a 33, terza prestazione consecutiva oltre quota 30, senza tralasciare i 6 rimbalzi e i 4 assist).
I Raptors raggiungono presto la doppia cifra di vantaggio (20-10 dopo 6’), e a metterci una pezza in prima battuta ci pensa Chris Bosh (26+7), che in assenza di Whiteside, affiancato da un Amar’e Stoudemire (8+5) tutt’altro che irreprensibile, è costretto al lavoro sporco sotto canestro. L’impatto del grande ex di turno mette in evidente difficoltà Jonas Valanciunas, spedito in panchina da coach Casey dopo aver commesso il 2° fallo in pochi minuti. Il 2° parziale si apre con un Wade particolarmente ispirato, che mette a referto 13 dei suoi 22 punti prima dell’intervallo. I padroni di casa mantengono comunque saldamente il controllo delle operazioni, e terminano il 1° tempo in crescendo con un Terrence Ross infallibile dal campo (12 con 4/4) e un Luis Scola sugli scudi, autore di 8 punti filati (dei suoi 12 totali), fra cui la tripla sulla sirena che fissa il risultato sul 60-44.
Al ritorno dagli spogliatoi gli Heat continuano a non trovare risposte alle giocate di DeRozan, insolitamente efficace anche dall’arco (4/5), tanto che dopo pochi giri di lancette il gap si allarga fino al +20. L’attacco dei Raptors però, si sa, è incline a periodi di irritante staticità, con la palla costantemente nelle mani dei loro esterni: gli ospiti ne approfittano, e grazie alle triple di Justise Winslow (9+8) il distacco si assottiglia fino all’80-67 con cui si entra nell’ultima frazione di gioco. La grinta di Wade e Bosh (unici di Miami in doppia cifra) è encomiabile, ma a lungo andare il peso delle numerose assenze si fa sentire. Gli sforzi degli Heat producono un ulteriore avvicinamento nel punteggio fino alla singola cifra di svantaggio (88-79 a 4’ dalla fine), ma il tap in di Valanciunas (9+13) e il furto con susseguente gioco da 3 punti di Lowry (15+6 assist) rappresentano la pietra tombale del match, che si chiude sul 101-81.
I Raptors continuano la loro serie di partite interne affrontando i Clippers domenica sera, mentre gli Heat avranno un giorno in più di riposo per recuperare quanti più assenti possibili e presentarsi a Chicago in condizioni di roster presentabili.

