George Karl e DeMarcus Cousins.

Non si sono mai amati e probabilmente mai ci riusciranno. Un rapporto nato male e finito anche peggio. In sintesi è così che potremmo racchiudere in poche parole la relazione esistente tra coach Karl e DeMarcus Cousins. La dirigenza (in primis Divac) ha tentato in tutti modi di far funzionare le cose tra i due ma nulla è servito.

La rottura totale è arrivata nel corso di Kings-Cavs di qualche giorno fa quando, durante un time-out, il centro classe ’90 ha letteralmente inveito nei confronti che proprio coach che, come punizione verso un atteggiamento poco rispettoso tenuto nei suoi confronti, ha deciso di tenere “a riposo” il giocatore nella sfida contro i Magic. Una scelta presa direttamente da Karl come poi successivamente confermato da Cousins (QUI la notizia) e che il giocatore ha poco condiviso, ovviamente.

Secondo quanto riportato da David Aldridge poche ore fa, la dirigenza dei Kings potrebbe valutare l’idea di lasciar partire Cousins in estate, ritenuto troppo destabilizzante per l’ambiente (visti anche i precedenti).

Certo, il talento non si discute ma da solo non basta, serve che il giocatore dimostri di poter effettuare presto uno step mentale. La stagione dei Kings si sta arenando verso i bassi fondi della Western Conference, i Playoffs ormai sembrano un piccolo miraggio difficilmente raggiungibile e, tra qualche mese, bisognerà effettuare una scelta importante che sicuramente avrà ripercussioni sul futuro dei Kings: continuare con il progetto-Karl oppure esonerarlo e accentrare tutte le energie costruendo una franchigia attorno Cousins?

Una cosa è certa: ne rimarrà soltanto uno.

 

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