Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsAtlanta HawksNBA Playoffs 2016 Est: Miami Heat (#3) vs Charlotte Hornets (#6)
Wade vs Hornets

Miami Heat #3 Est: (W48 – L34)

Record in Regular Season vs Charlotte: 3 a 2 per gli Hornets

Dwyane Wade

Dwyane Wade dei Miami Heat

I Miami Heat si apprestano ad affrontare per la 19esima volta i playoff NBA, parecchie presenze per una squadra nata nel 1988. La banda di Erik Spoelstra non ha affrontato una regular season facile: un roster non stellare, un gioco altalenante e una caterva di infortuni, in particolare quello di Chris Bosh, che non è ancora pronto a giocare dopo i problemi di coaguli sanguigni, ricomparsi dopo l’All Star Game e da allora non ha ancora disputato una partita.

Apparentemente la serie tra gli Heat e gli Hornets sembrerebbe abbastanza scontata dato che gli Heat con Dwyane Wade (19.0 pts, 4.1 reb, 4.6 ast), Goran Dragic (14.1 pts, 3.8 reb, 5.8), Luol Deng (12.3 pts, 6.0 reb, 1.9 ast), Udonis Haslem (1.6 pts, 2.0 reb, 0.4 ast), Joe Johnson (12.2 pts, 3.6 reb, 3.9 ast) e coach Spoelstra sono ben più esperti tatticamente e avvezzi al clima playoff, ma d’altronde il record di regular season degli Hornets è il medesimo, e a ben vedere negli scontri diretti, la squadra di Kemba Walker e compagni è avanti per 3 vittorie e 2 sconfitte.

L’ultima partita di regular season non lascia ben sperare: sconfitta in trasferta per 98 a 88 contro Boston, con i padroni di casa che recuperano 28 punti e vincono in volata, segno, probabilmente, che la squadra allestita da Pat Reily si è lasciata andare psicologicamente e fisicamente. Sono due i nuovi innesti, arrivati proprio a fine regular season: Briante Weber e Dorrell Wright, che non è nuovo alla franchigia della Florida. Briante Weber, classe 1992, è un playmaker di 1,88 m, precedentemente ingaggiato in D-League, lega satellite dell’Nba, passato per i Memphis Grizzlies, dove non ha sfigurato, ed approdato adesso come sostituto playmaker agli Heat. Dorell Wright, classe 1985, ala piccola di 2,05 m, milita dal 2004 nell’Nba, iniziando proprio con gli Heat, con i quali si ricongiunge ora.

Gli Heat sono un’incognita, hanno buone possibilità in attacco, e altrettante in difesa, con un centro d’area come Hassan Whiteside (14.2 pts, 11.8 reb, 3.7 blks). La domanda da porsi è se Miami riuscirà a rimanere salda coi nervi e non incappare in situazioni come la sopracitata partita contro Boston, squadra non certo irresistibile. Altra incognita sarà: Quale sarà l’apporto dei rookie, in particolare di Josh Richardson? Sì, perché Richardson, guardia di 1,98 m, classe ‘93, proveniente dall’università di Tennessee, ha dimostrato, soprattutto nella seconda parte di stagione, di poter essere protagonista nella lega americana, come i 16 punti nel quarto quarto contro i Bulls, con i quali J-Rich ha metaforicamente dichiarato: “Ci sono anch’io!”.

 

Charlotte Hornets #5 Est: 48-34

Batum dei Charlotte Hornets

Batum dei Charlotte Hornets

Nonostante un record che li piazza al sesto posto, gli Charlotte Hornets sono considerati ‘underdogs‘ da Chris Bornewall su SB Nation. Secondo queste indiscrezioni tutti e 4 i top della Eastern Conference avrebbero preferito scontrarsi al primo turno contro i calabroni del North Carolina, passarli agilmente in un primo round concesso come vacanza premio e approdare in semifinale di conference senza indugio.

I fatti dicono tutta un’ altra cosa.

Nbapassion.com aveva previsto ad inizio stagione un record di 38-44, con possibilità di approdare ai playoff. Una stagione di rinascita, di lenta ricostruzione dopo la delusione dello scorso anno e i 10 acquisti durante il periodo estivo, tra free agency e draft. Dopo un inizio in sordina gli Hornets prendono quota. Nicolas Batum é il primo a salire in cattedra, la miglior new entry con distacco insieme a Jeremy Lin. Nic é il collante tra la fase difensiva e quella offensiva. Senza il francese Charlotte zoppica, sopratutto in trasferta. Lin é il sesto uomo provvidenziale: si incastra sulle rotazioni ed entra a partita in corso facendo registrare buone percentuali, sufficienti a far rifiatare il back court titolare, rinforzato dall’ arrivo di Courtney Lee.

Nonostante i buoni innesti il vero salto di qualità arriva dalla ‘vecchia guardia’, in essa si nota lo zampino di coach Steve Clifford: Marvin Williams, promosso in quintetto causa infortuni, risponde con 11.7 punti e 6.5 rimbalzi a partita, un miglioramento di +4.3 pts e +1.6 rimbalzi a colmare il vuoto lasciato ancora una volta dall’ infortunio di Michael Kidd-Gilchrist. Per Williams 40% dall’ arco contro il 35.8 dello scorso anno. Miglioramento anche da parte di Cody Zeller, subentrato in quintetto dopo lo stop di Al Jefferson.

La ciliegina sulla torta é il leader. Kemba Walker é tra i principali candidati dal Most Improved Player Award. Rispetto allo scorso anno ha registrato +3.8 pts e un sensibile incremento nelle percentuali di tiro: da 38.5% FG da 42.8 (+4.3%) e da 30.4% dall’ arco a 37.4%.

Miami Heat vs Charlotte Hornets: Stesso record, equilibrio con alcuni punti di debolezza.

Gli scontri in regular season tra Heat e Hornets sono stati 5: 3 le vittorie a favore degli uomini di Steve Clifford. I piani di gioco sono molto diversi, così come é diverso il peso offensivo delle due franchigie. In generale gli Hornets hanno un ritmo più sostenuto ( 95.7 punti di PACE) ma concedono in media 2 punti in più a partita rispetto agli Heat che sono la quinta difesa del campionato. La forbice si allarga se consideriamo le partite in trasferta.  Nel match del 5 febbraio vinto dagli Heat 98-95, i punti sul pitturato dei calabroni sono stati soltanto 32, a fronte dei 64 degli avversari. Una delle chiavi della serie sarà riuscire ad arginare i lunghi di Miami. In fase offensiva sarà fondamentale l’ apporto di Big Al uscendo dalla panchina. Mantenere percentuali alte contro la difesa perimetrale di Miami é l’ altra sfida da vincere per accedere alla fase successiva.

La possibile assenza di Batum per gara 1 (a causa dell’ infortunio alla caviglia) potrebbe costituire un ulteriore problema in difesa. Sicuramente out sarà MKG che rivedremo nella prossima stagione.

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