Abbiamo approfondito nella scorsa puntata della rubrica quanto Kris Dunn, talento uscente da Providence, possa dare alla NBA. Dunn però non è la sola pointguard sulla quale gli scout scommetterebbero nel prossimo Draft. L’altra scelta degli esperti del settore è Jamal Murray, freshman di University of Kentucky che dopo un solo anno al college ha deciso di proporsi per la Lega maggiore. L’esatto opposto di Dunn insomma, che in quattro anni ha avuto sicuramente più possibilità di prepararsi al grande salto. Murray, dal canto suo, ha prodotto una stagione individuale considerata tra le migliori nella storia di Kentucky.
Pointguard si, realizzatrice anche (e soprattutto), Jamal Murray in 36 partite giocate quest’anno con i Wildcats ha fatto registrare una media di 20 punti netti a partita (nessun freshman a Kentucky ha mai fatto meglio), conditi da 5.2 rimbalzi e 1 recupero per partita. La nota dolente può essere individuata nello scarso numero di assist procurati ai compagni, 2.2 sono davvero pochi per quel ruolo, ma come già detto prima il ragazzo cresciuto a Kitchener, Ontario, in Canada (anche lui quindi fa parte della nuova fortissima generazione di giocatori provenienti dal Nord del continente americano) fa delle doti di realizzatore la sua arma principale. Inoltre, essendo un ragazzo nato il 23 febbraio 1997, ancora diciannovenne, ha tutto il tempo per costruirsi un gioco completo. Bisogna solo vedere se troverà la situazione giusta, tramite il Draft, per poter sviluppare a pieno il proprio talento.
Punti Forti. Registrato a 6’4″ di altezza (1,95 cm), molto interessante per una guardia abituata a portare il pallone, i 6’5″ di apertura delle braccia (circa 1,98 cm) non sono spettacolari ma nemmeno pessimi. Il suo peso nell’ultimo anno sembra essersi stabilizzato tra le 201 e le 207 libbre (91-94 kg) secondo le stime ufficiali. Il fisico gli da quindi l’opportunità di giocare almeno in due ruoli, dettaglio non da sottovalutare. Se nel prosieguo della carriera non dovesse diventare un facilitatore avrebbe comunque la stazza per essere un realizzatore più che minaccioso.
Tiratore di razza, ha fatto sfracelli quest’anno da dietro l’arco. Con 113/277 da 3 in stagione è il secondo freshman più prolifico nella storia della NCAA, a nove triple di distanza dal record stabilito nel 2006-07 da un certo Steph Curry… Jamal Murray ha realizzato una tripla in ognuna delle 36 partite giocate quest’anno, ed è il primo nella storia di Kentucky a farlo.
Rimbalzista notevole per il suo ruolo, i suoi numeri parlano di 5.2 rimbalzi che però parametrati su 40 minuti diventano quasi 6 per partita. Ha sfiorato la doppia doppia in due occasioni (33 punti e 9 rimbalzi a Vanderbilt; 28 e 9 in casa contro Tennessee).
Il suo innato istinto per il canestro e l’estrema varietà di soluzioni a disposizione gli permettono di essere efficace anche quando attacca il ferro.
Una delle sue doti migliori è la capacità di giocare sotto pressione, senza perdere la calma, mantenendo sempre il controllo del suo gioco. Un dettaglio molto importante considerando la sua età, ha già mostrato più volte di non spaventarsi quando la partita si infiamma.
Punti Deboli. Se in termini di tecnica e di aggressività Jamal Murray si distingue rispetto alle altre guardie, il ragazzo canadese non impressiona in quanto a verticalità e rapidità. Come già è stato detto può giocare in due ruoli, o almeno il fisico glielo consente, ma come pointguard non è ancora pronto. Ha prodotto quest’anno più palle perse che assist, ed è questa una delle maggiori preoccupazioni per il suo impatto a livello NBA. Non è un giocatore egoista, assolutamente, e mostra del talento quando si tratta di scaricare al compagno – con entrambe le mani – dopo una penetrazione, oppure quando deve muovere la palla rapidamente in contropiede, ma di solito sembra tendere più alla creazione di un attacco per sé che per gli altri. Questa che sembra una discreta mancanza di visione di gioco lo porta ad isolarsi più spesso del dovuto.
È nel settore difensivo che Murray dovrà affrontare un periodo intenso di adattamento al livello NBA. Se all’inizio della stagione da freshman era una pedina abbastanza inutile della difesa dei Wildcats, col passare del tempo ha imparato ad essere più importante, più competitivo per la sua squadra. Nonostante ciò rimane un atleta nella media, che non possiede incredibile rapidità laterale o braccia lunghissime e perciò potrebbe essere messo spesso a dura prova dagli attaccanti del piano di sopra.
Come abbiamo visto, Jamal Murray è un prospetto tanto interessante quanto controverso. Sicuramente siamo agli antipodi rispetto a Kris Dunn, che magari è una pointguard più pronta al salto nella NBA. Dalla parte sua, però, Murray ha una fiducia nei suoi mezzi incredibile per uno della sua età. Già a 19 anni è stato il go-to-guy di una formazione importante e carica di pressione come Kentucky, e non si è mai nascosto, non ha mai passato una importante responsabilità. Anzi, si è sempre andato a prendere il pallone nei momenti fondamentali. In America li chiamano intangibles, quelle caratteristiche non apparenti ma che spesso e volentieri decidono le partite. Questo ragazzo, signori, è pronto a spaccare tutto.


