Dopo la sua stagione da matricola a Kentucky, la guardia Rob Dillingham ha annunciato la sua decisione di dichiararsi per il draft NBA 2024, come riportato da Malika Andrews di ESPN nel programma NBA Today. Questa mossa segna il passaggio di Dillingham al professionismo, dopo un’eccezionale performance con gli Wildcats.
Dillingham, uscito dalla panchina, ha mostrato un notevole impatto in campo, registrando una media di 15,2 punti e 3,9 assist in soli 23,3 minuti a partita in 32 presenze. Jonathan Givony di ESPN lo descrive come uno dei migliori talenti del draft:
“Ha grande esplosività in campo aperto e possiede abilità e creatività nel gestire la palla”
Nel suo ultimo anno da matricola, Dillingham è stato nominato sesto uomo dell’anno dalla Southeastern Conference (SEC) e ha ottenuto un posto nella seconda squadra All-SEC. Guadagnando così notorietà e attirando l’attenzione dei talent scout NBA. Nonostante il suo successo individuale, la stagione di Kentucky è stata contrassegnata da alti e bassi. Terminando con un’eliminazione al primo turno del torneo NCAA 2024 contro Oakland.
La partenza dell’allenatore John Calipari ha segnato un altro cambiamento significativo per il programma di Kentucky. Calipari infatti ha accettato una posizione di capo allenatore con Arkansas dopo 15 anni a Lexington. Dillingham ha elogiato l’influenza di Calipari sulla sua crescita come giocatore e ha espresso fiducia nel suo futuro professionale.
Secondo Givony infatti, attualmente Dillingham è una delle prima cinque scelte previste, classificato come playmaker numero 1 nel consiglio di ESPN. Queste le parole di Rob riguardo al numero della scelta con cui verrà selezionato:
“Non mi importa quale sia la mia scelta, anche se venissi selezionato al 60esimo posto. Voglio andare in squadra che si fida di me e che mi aiuti rendermi migliore”
In breve, Dillingham lascia Kentucky per proseguire il suo sogno di giocare in NBA, portando con sé un bagaglio di successi universitari e la determinazione a eccellere nel prossimo livello del gioco.





altre: i Bulls di Jordan, i Celtics di Bird, i Lakers di Kobe ma non solo, il Milan di Sacchi, il Real Madrid di Zidane, gli Yankees di Babe Ruth. Queste squadre, come tante altre, hanno sicuramente messo la firma nella storia dello sport. Chi parla di NBA senza parlare dei Bulls?















