
Kevin Durant
Kevin Durant, uno dei due leader degli Oklahoma City Thunder, sembra voler dare un messaggio ai suoi compagni di squadra attraverso le dichiarazioni rilasciate ai reporter, dopo la sanguinosa Gara-6 di playoff persa contro i Golden State Warriors. La vittoria , segnata fortemente dalle giocate degli “Splash Brothers” (in particolare di Klay Thompson) protrae la serie sul 3-3, preparando il tutto per quella che ogni tifoso di questo sport sogna: Gara-7, partita secca o, come dicono gli americani, “Win or Go Home”. Gara-6 è lo specchio dell’andamento della serie, caratterizzata da un’iniziale supremazia -fisica, perlopiù- di OKC, che però sta venendo a mancare ora che siamo alle battute finali.
Durant e Russell Westbrook, non sono esenti da colpe per non aver chiuso una serie che sembrava essere salda nelle loro mani, anzi, proprio loro sono stati i protagonisti, in negativo, delle ultime fasi della scorsa partita, tra palle perse, scarso timing, forzature e percentuali non eccelse. Sì, perché le due superstar non hanno reso, per così dire, onore alle loro solite percentuali, sbagliando la bellezza di 38 tiri in due nell’ultima partita, in particolare, KD ha preso 31 tiri, in Gara-5 e 6, con una percentuale del 35,5%. Percentuali che fanno preoccupare, ma KD fa capire chiaramente che non è un problema e, rivolto ai giornalisti –forse anche ai Warriors– dice:
Dal punto di vista offensivo, non vi dovete preoccupare per me. Sono uno scorer professionista…tendo a risolvere queste cose
L’inerzia, nelle ore prima della partita, è dalla parte di GSW, ciò è innegabile, ma Durant fa chiarezza su quale dev’essere lo stato d’animo della squadra:
Se scendiamo in campo come fossimo ad un funerale, allora abbiamo già perso. Nessuno può avere questo atteggiamento. Non dobbiamo ritrovare la concentrazione giusta. Perdere come vincere fa parte del basket. […] Siamo tristi per aver perso, ma dobbiamo lascriarci alle spalle game 6 e concentrarci su Gara-7.
Stanotte. Gara-7. Win or Go Home.

