Indomabili. Dominanti. Troppo superiori.
Gara-2 delle NBA finals è stato un vero e proprio massacro. I Golden State Warriors hanno bissato il successo di Gara-1 e si sono portati avanti 2 a 0 contro i Cleveland Cavaliers nella serie. Se nel primo scontro fra le due compagini un minimo di partita c’era stata, con la panchina GSW ad essere protagonista segnando 35 punti in più rispetto a quella di Lue e vincendo la partita praticamente nell’ultimo quarto, questa notte è stato un vero e proprio dominio.
Nelle scorse finali, LeBron James era praticamente solo. Un anno dopo, LeBron, pur avendo Irving e Love da supporto, è lo stesso da solo. Nelle finali, puoi avere tutto il talento del mondo ma se non hai il coraggio, gli avversari ti surclassano. La 194^ partita di playoff del Prescelto, che ha superato in un solo colpo le presenze di Karl Malone e Danny Ainge(193 ciascuno) per il 10° posto nella classifica di tutti i tempi, è stata una delusione.
I Warriors hanno vinto gara-1 di 15 punti e gara-2 di 33 punti: la differenza totale di 48 punti è la più alta mai vista nelle prime due gare di finals NBA. Il massimo precedente fu di 42 punti: I Celtics sugli Hawks nel 1961 e i Royal Rochester sui Knicks nel 1951. Difensivamente, la squadra di Kerr è perfetta e nelle ultime 5 partite consecutive in finale, ha tenuto i Cleveland Cavaliers al di sotto del 40% dal campo. Green, al centro di polemiche contro OKC, è tornato a mostrare i muscoli su entrambe le estremità del campo ma, soprattutto questa notte, in attacco è stato un fattore: 28 punti con 5 triple, a cui ha aggiunto 7 rimbalzi e 5 assist. Sul lato opposto, il migliore è stato LeBron James, che ha chiuso con 19 punti: così facendo, però, il prescelto ha distrutto la striscia di 25 partite consecutive in post-season con almeno 20 punti. I Warriors sono stati superiori sotto tutti gli aspetti: mentalmente non c’è stata partita e sul piano del gioco la banda di Kerr ha dato una vera e propria lezione agli avversari al mondo. Ma soprattutto, oltre a soffrire le triple, i Cavaliers stanno soffrendo in difesa i ripetuti tagli degli avversari, che stanno trovando punti facili sotto canestro.
Era dal 2009 che una squadra in finale non si portava sul 2 a 0: allora, ci riuscirono i Lakers che vinsero le prime 2 gare in finale contro i Magic.
Troppo brutti questi Cleveland Cavaliers: Irving è il fantasma di sé stesso; JR Smith a tratti è snervante; Kevin Love non è decisivo. Possibile che uno con gli attributi di Dellavedova, non possa giocare qualche minuto in più?
La serie, ora, si sporta alla Quicken Loans Arena: James, forse, dovrà essere quello delle passate finali se vuole avere una minima possibilità.


2 commenti
Ciao Francesco, come stai?
Ottimo articolo, ma io credo che i Warriors siano una squadra più forte di cleveland, Lebron a parte! Se ci pensi bene a parte quello dell’ala piccola hanno un vantaggio su quasi tutti gli altri ruoli.
Ciao 🙂 Bene e tu? Comunque se hai tempo leggi il pezzo intitolato: i “10 motivi per cui Cleveland è stata surclassata”