Home Aneddoti NBAChe fine ha fatto Royce White?

Spesso non basta il talento per sfondare in NBA. Ci vuole tanto lavoro ma soprattutto ci vogliono testa e nervi saldi. Sì, quanti potenziali campioni sono finiti dritti dritti nel dimenticatoio perchè non sono riusciti ad esprimere le loro doti per cause psicologiche? Tanti, veramente tanti. E i rimpianti come al solito non mancano, particolarmente quando quelle capacità, quelle qualità tecniche e fisiche vengono, di conseguenza, cestinate.

A questa famigerata categoria appartiene un ragazzo di nome Royce Alexander White. Lo ricordate? Scelto al primo giro del draft 2012 con la sedicesima chiamata assoluta, veniva additato come uno dei prospetti più promettenti di quella tornata, capace di strappare applausi anche nella lega di basket più seguita al mondo. Atleticamente pronto per lo scontro coi grandi, abile a rimbalzo, dotato di un discreto gioco in post e di un ball handling, nonchè playmaking, di pregevole fattura rispetto alla media riguardante il ruolo di ala: la strada sembrava bella e apparecchiata, tanto da convincere gli Houston Rockets a selezionarlo. Ma non va come doveva andare.

Royce White con la casacca degli Houston Rockets.

Royce White con la casacca degli Houston Rockets.

Già, perchè White manifesta i problemi nati in infanzia, a causa di un episodio che coinvolse il caro amico LaDream Yarbrough. I due si sfidarono in una corsa da una parte all’altra di una palestra, con LaDream che improvvisamente collassa al suolo privo di sensi. La paura, il ricovero in ospedale, il risveglio senza conseguenze. Il ragazzo si riprende, ma il fragile Royce rimane traumatizzato: la sua mente viene attanagliata in maniera continua dall’ansia e dall’angoscia, che provocano attacchi di panico che gli impediscono di intraprendere lunghi viaggi. Viaggi, quelli in aereo, che sono all’ordine del giorno nella lega. Niente trasferte per lui, dunque. I Rockets gli affidano un terapista per risolvere il problema, ma la situazione peggiora: White salta le sedute e gli allenamenti. Non solo, perchè il classe 1991 si scaglia contro i vertici del campionato rei di non aiutarlo.

La franchigia texana lo sospende e successivamente lo manda a giocare in D-League coi Rio Grande Valley Vipers. Un autentico calvario.

E niente, i Rockets lo spediscono via trade ai Philadelphia Sixers. Il giocatore non va in Spagna con la squadra e successivamente viene tagliato. A marzo del 2014 si fanno vivi i Sacramento Kings che lo firmano con un contratto di 10 giorni e lo mandano a calcare il parquet coi Reno Bighorns (D-League): con una buona prestazione convince i californiani a concedergli un altro decadale. E cosi arriva l’esordio in NBA, disputando poco più di 50 secondi contro i San Antonio Spurs. L’idillio coi Kings poi finisce con la scadenza naturale del secondo contratto. Per la serie, arrivederci e grazie.

Ed ora, Royce White che fine ha fatto? Attualmente è free agent, senza aver mai manifestato l’intenzione di ritirarsi definitivamente. L’ultima volta che ha toccato la palla a spicchi agonisticamente è stata nel 2015, quando ha preso parte alla Summer League di Orlando con la casacca dei Los Angeles Clippers. Da quel momento in poi c’è stato un vuoto ampio, freddo. Un vuoto che per ora non è stato colmato e che potrebbe non colmarsi mai più. L’ennesima storia di un ‘talento maledetto’ uscito di scena troppo presto, in perenne conflitto con se stesso e le sue inquietudini che disgraziatamente hanno preso il sopravvento.

 

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