Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsSteve Kerr: “Curry non farà di nuovo 402 canestri da 3 punti” – VIDEO

Steve Kerr: “Curry non farà di nuovo 402 canestri da 3 punti” – VIDEO

di Giovanni Cardarello
steve-kerr Merchandise NBA
Steve Kerr e Stephen Curry

Kerr e Curry (fonte NBA)

Avete presente lo Stephen Curry della stagione 2015-16 ? Quello che è salito agli onori delle cronache sportive come uno dei più grandi cecchini della storia dell’NBA, anche se poi la stagione si è conclusa con un altrettanto storica sconfitta nella finale contro i Cleveland Cavaliers.  Beh dimenticatelo parola di Steve Kerr.

Ma cosa lo spinge a fare questa affermazione cosi netta? Facciamo un salto indietro di 24 ore e recuperiamo le dichiarazioni che l’Head Coach dei Golden State Warriors ha rilasciato ad ESPN.

Steph sa che probabilmente non potrà ripetere il record di 402 tiri da tre in questa stagione. E’ un record fuori portata“.

I motivi tecnici delle affermazioni di Steve Kerr

Lo scorso anno Baby-Faced Assassin è diventato il settimo giocatore nella storia della Lega ad avere una percentuale superiore al 50 dal campo e del 40 da tre punti, frantumando il suo precedente record di 286 che a sua volta era il secondo assoluto.

Curry è chiaramente, ancora oggi, il miglior tiratore nella NBA, ma è giusto domandarsi se potrà ripetere una prestazione del genere e l’affermazione di Steve Kerr è la risposta. Ma quali sono i motivi di questa affermazione?

Presto detto. Con l’arrivo di Kevin Durant aumenta a 4 il numero degli All-Star presenti nella franchigia della California: Curry, Thompson, Green a appunto KD. Nei Golden State Warriors edizione 2016-2017 Durant è oggettivamente il marcatore più versatile ed inoltre in partita ha bisogno di un numero importante di colpi per massimizzare il suo valore.

Questo inevitabilmente costringerà i Warriors ad appoggiare la finalizzazione più su di lui che su Curry che quindi avrà meno possibilità di andare a canestro.

Ma non se ne avrà a male. L’obiettivo di Steve Kerr e ovviamente di Curry e compagni, dopo la delusione dello scorso anno, non sono i record personali e di squadra ma la vittoria finale e se questo deve andare a discapito delle prestazioni dei singoli ben venga.

Per questo Steve Kerr è stato cosi deciso, quasi lapidario, nel rispondere sul record di Stephen Curry, perché ha già in testa il gioco che i Warriors dovranno sviluppare.

Quello di una squadra che non dovrà dipendere dalle performance di un singolo giocatore ma saranno frutto di un gioco collettivo basato, per sua fortuna, sulle abilità tecniche e atletiche di 4 Superstar.

LA PERFORMANCE 2015-2016 DI STEPHEN CURRY

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