Gli Charlotte Hornets sono partiti col piede giusto in questa stagione. Dopo le prime sei partite, il record è 5-1. La sconfitta è avvenuta contro i Boston Celtics per 98 a 104. La squadra del nord Carolina ripartiva dall’eliminazione in 7 gare, contro i Miami Heat al primo turno playoff. L’obiettivo stagionale è il secondo turno playoff ed è tutt’altro che irrealizzabile.
Come sono cambiati gli Hornets in estate?
I giocatori che sono partiti sono: Jeremy Lin, Al Jefferson, Courtney Lee, Troy Daniels, Jorge Gutierrez e Tyler Hansbrough. I nuovi innesti: Roy Hibbert, Marco Belinelli, Brian Roberts, Christian Wood e Ramon Sessions.
Il mercato è stato da 6-6,5. Le perdite di Lin e Jefferson sono state compensate come meglio si poteva, anche se un giocatore come Hibbert, sembra in fase calante. Se gli Hornets vinceranno le scommesse, la offseason sarà valutata positivamente. Belinelli è l’uomo che esce dalla panchina che mancava lo scorso anno. E’ vero che la palla in mano non la può tenere come Lin o Walker, ma le doti di passatore dell’italiano sono spesso sottovalutate. Sotto canestro invece, Hawes, Kaminsky e Zeller dovranno dimostrare di essere migliorati così da poter offrire soluzioni diverse a coach Clifford.
Il ritorno di Michael Kidd Gilchrist
Il salto di qualità passa da Kidd Gilchrist. In un, già ottimo, sistema difensivo, il ritorno di un grandissimo difensore può far uscire la squadra dalla palude. E’ in grado di marcare qualsiasi tipo di avversario e insieme a Marvin Williams e Roy Hibbert potrebbe formare un trio di difesa davvero notevole. In attacco con il tempo è migliorato, adesso anche nella metà campo offensiva può essere determinante il suo apporto. Non a caso figura in 4 dei 5 quintetti più usati in questo avvio di stagione. Per diventare una squadra competitiva ad Est e passare un turno playoff, gli Hornets devono passare da lui.
Anche perché, l’applicazione e la tigna non mancano di certo al numero 14.

Un italiano alla corte di MJ
Dopo la stagione a Sacramento, a dir poco opaca, Belinelli sta cercando di tornare ai suoi livelli in quel di Charlotte. Lui stesso ha raccontato dell’emozione provata quando Michael Jordan lo ha chiamato al telefono, per dargli un benvenuto speciale. Segno di come il proprietario degli Hornets creda in Marco. L’italiano sta ripagando la fiducia, con discrete prestazioni. Sta tirando malino da 3 punti, ma per il resto le sue stats sono in linea con quelle degli anni pre-Kings.

Ovviamente dopo soltanto 4 partite è impossibile dare una valutazione approfondita, però nonostante 1.5 assist a partita, la palla la sta passando di più e questo è dovuto al sistema di Clifford. Infatti anche la maggior parte dei canestri realizzati dal Beli finora, sono arrivati dopo vari passaggi e movimenti ben studiati.

Lo stile di gioco
Gli Hornets non saranno premiati come la squadra più bella da vedere del 2016-17, questo è poco, ma sicuro. La solidità difensiva è la base del gioco di Clifford. “Tutto parte dalla difesa” è un mantra che i suoi giocatori devono imparare subito. Da delle buone azioni nella propria metà campo, si può partire per contropiedi veloci e canestri in transizione.

Altro punto fondamentale sono i rimbalzi difensivi, lo scorso anno Charlotte era prima nella NBA con il 79.8% catturati. Il pace della squadra nel 2015-16 è stato di 97.80, un numero di possessi non elevato, ma neanche tra i più bassi della lega, 18esimo. Il pace in questo inizio d’anno sembra essere leggermente aumentato, ma lo si potrà capire realmente con il corso dei mesi. Una differenza rispetto allo scorso anno, la si trova nettamente nelle palle perse. L’anno scorso gli Hornets erano la franchigia con meno turnovers della lega, adesso sono quella con più TO della NBA. La tendenza a perdere più palloni la si può spiegare con il numero di possessi che è leggermente aumentato, ma non basta. Sicuramente i dati cambieranno, ma sarà difficile vederli a fine anno come miglior squadra per palle perse. Un’altra nota dolente è il numero degli assist a partita, dato che per Charlotte non è male, anzi. Considerando però l’assenza di una superstar, dovrebbe aumentare ancor di più, così da limitare questa assenza.
Conclusioni
Il GM Rich Cho potrebbe scambiare uno tra Lamb, Zeller o addirittura Kaminsky, per arrivare ad una guardia di livello. Non è detto, ma potrebbe succedere. Gli Hornets già così possono arrivare all’ottava/settima casella e poi ai playoff sono in grado di lottarsela con tutti, perché sono abituati ai ritmi playoff. Sarà difficile vedere una squadra bella e frizzante, ma in compenso sarà facile vedere una difesa solida e un attacco concreto. Il destino della franchigia arà deciso nei prossimi anni. In caso di crescita costante si potrà pensare di prendere una superstar per tentare la scalata nella Eastern Conference-

