Dopo un avvio claudicante caratterizzato da 2 sconfitte (contro Spurs e Lakers) nelle prime 6 partite di regular season disputate, I Golden State Warriors hanno ritrovato la giusta rotta e con l’ultima vittoria all’Oracle Arena contro gli Atlanta Hawks hanno portato la striscia di W consecutive a 12.
Il quintetto di coach Kerr sta vivendo davvero un ottimo momento,sembra aver messo a posto alcune situazioni che nelle primissime partite non giravano per il verso giusto ma la sensazione è che comunque questa squadra non stia ancora esprimendo completamente il proprio potenziale, almeno nella propria metà campo.
Le note positive
Che l’inserimento di un’arma offensiva totale come Kevin Durant in un sistema già di per sé letale come quello dei Warriors potesse far alzare ulteriormente l’asticella era palese; quello che forse era più difficile da immaginare sono i numeri di KD fino a questo momento: 27.1 punti,8.4 rimbalzi,4.7 assist e 1,6 stoppate a partita con il 57% dal campo e il 44.2% da 3 punti in 34.4 minuti di utilizzo sono numeri irreali se inseriti in un contesto dove ci sono Stephen Curry,Klay Thompson e Draymond Green.
Il potenziale offensivo di Golden State è praticamente illimitato, possono segnarne 130 a sera senza troppe difficoltà contro chiunque. Con il passare delle partite però l’intesa tra i big four sta fisiologicamente aumentando e questo sta dando maggior equilibrio nelle scelte che poi si ripercuote anche in un miglioramento della transizione difensiva. Draymond Green è entrato nell’ottica di essere il play maker a tutti gli effetti di questa squadra, di essere il creatore di gioco anche a discapito di qualche conclusione personale. Curry e Thompson stanno tornando ad essere gli Splash Brothers ammirati negli ultimi anni e la panchina (in particolare Ian Clark) sta dando un contributo decisamente superiore rispetto alle prime uscite.
Cosa c’è ancora da sistemare
I problemi comunque per coach Kerr non sono del tutto risolti. Nella metà campo difensiva Golden State nonostante dei netti miglioramenti rispetto alle prime partite, non riesce ancora ad essere costante ed al livello del proprio attacco. Secondo le statistiche i numeri difensivi dei Warriors si stanno allineando con quelli della passata stagione dei record, ma i numeri (soprattutto con 18 partite su 82 giocate) non dicono proprio tutto. I californiani continuano a soffrire nel pitturato la mancanza di un vero rim protector e questo alla lunga, soprattutto da aprile in poi, potrebbe essere un problema.
I Warriors in questo momento stanno finalmente esprimendo quello che tutti si aspettavano (forse pretendendo un po’ troppo) fin da subito; la loro corsa verso la prima posizione ad Ovest sembra avere pochi ostacoli visto l’immenso talento (abbinato ad un sistema collaudato) che hanno a disposizione. E’ però anche vero che quando hai un quintetto che presenta 4 All-Star gli equilibri possono essere veramente sottili. Se Golden State riuscirà a rimanere su questa rotta,difficilmente dovrà preoccuparsi di guardare dietro cosa accade…almeno fino ad Aprile.
Prossimo banco di prova sono i Rockets di James Harden che questa notte arrivano ad Oakland per provare ad interrompere la striscia vincente dei vicecampioni NBA.
